sabato 24 maggio 2008

La Penna Bagnata...

Ieri sera, ancora spossato dalla trasferta lavorativa del giovedì e dalla giornata in ufficio, mi son fatto coraggio e, invece di abbandonarmi sul comodo sofà di casa, mi sono armato di ombrello e volantini per fare un poco di pubblicità alla inaugurazione de "Le Penne Alla Bolognese".
Pioveva che Dio la mandava.
E più mi allontanavo da casa, più l'acqua sembrava cadere con maggiore violenza. Fortuna che l'autobus era quasi vuoto e che il centro storico di Bologna è tutto percorso da portici asciutti.
Sceso alla fermata di fronte al bar Gamberini, mi sono armato di pazienza, ho raccolto le ultime energie, e ho cominciato la questua. Non avendo un numero infinito di volantini, ho fatto il giro dei bar e delle pasticcerie. La mia speranza era di catturare l'attenzione di coloro che solitamente frequentano quei luoghi per un aperitivo post-lavorativo.
Un giro di un'ora.
Via Ugo Bassi, Via Rizzoli, Via d'Azeglio, il "Pavaglione", Via Indipendenza.
Alla fine del giro ho pensato di fermarmi all'osteria per rivedere Massimo e Rossella. E per stare all'asciutto...

Scendo le scale dell'osteria, non c'è nessuno. Il locale è aperto. Chiedo: «Permesso?»
Non risponde nessuno... vado fino al banco, guardo furtivamente in cucina... dove sono finiti tutti?
Poi ecco sbucare Rossella, col suo solito sorriso smagliante.
Facciamo due chiacchiere, i volantini, news dalle altre penne...
Arriva Massimo. Mi racconta del disastro. Sono stati chiusi tre giorni per colpa della pioggia, sono rimasti allagati: 10, forse 15 centimetri d'acqua. Un disastro e un lavorone per risistemare il locale.
Continuiamo con le chiacchiere, arrivano Paolo e Carlotta, che preparano le attrezzature per cantare del vivo. Vengo presentato. Mi faccio convincere a rimanere all'osteria per la cena e, così, mangiando con loro, facciamo conoscenza.
Ascolto un loro cd, musiche che ricordano il Fado, parliamo dei loro interessi, del mio libro. Rossella mi convince a leggere qualche pagina... che poi diventano il primo e il secondo capitolo. Piace... li cattura...
Ma la serata è piuttosto morta. Il locale è vuoto, giusto una famiglia con un bambino che però sono rimasti a mangiare all'esterno. Carlotta e Paolo non cominciano neppure a lavorare. Che strana serata... non c'è proprio nessuno.
Facciamo altre due chiacchiere, vengono le undici. La Band decide di tornare a casa. Ci salutiamo. Io rimango qualche altro minuto a discutere dell'organizzazione per il 29... c'è così poco tempo.

Arrivo a casa a mezzanotte. Spossatissimo. Mi getto sul letto ma sono troppo stanco per addormentarmi. Mi ruzzolo un po' tra le coperte. Accendo la tele. TV7 parla del nucleare. Ascolto le voci, comincia a cadermi la palpebra... spengo la tele e mi addormento. Ma è un sogno agitato... alle sette e mezza sono già sveglio...

Stamattina, facendomi la barba, ho guardato le mie occhiaie... sembro un Panda!


venerdì 23 maggio 2008

Sherlock Holmes...

Ho un tarlo nella mente. Perché Il Desiderio di Mordere ha tantissimi download (va bé, uno/due al giorno) mentre gli altri due ebook, sono praticamente snobbati?

I tre ebook sono tutte e tre linkati sul mio sito, sono tutti e tre su issuu, sono tutti e tre su scheletri.
Non conto la presenza de Il Desiderio di Mordere su ebookgratis.net (e di conseguenza anche su la tela nera) perché il download di quel portale non va ad influenzare il contatore che consulto normalmente. D'altra parte, ho chiesto a quel portale di inserire anche gli altri due ebook e sono in attesa di risposte...

Ma la domanda rimane sempre senza risposte. Da dove viene tanta popolarità? Possono essere le quattro recensioni che l'ebook ha ricevuto su dei blog amici (qui, qui, qui e qui)? Possono veramente influenzare così tanto?

E come ha fatto ad apparire su ebookhood (servizio di conversione di pdf in file txt da dare in pasto agli ipod)? e su Pagine Aperte?

Caspiterina... non capisco!


Off-topic:
Mi sono arrivati i volantini relativi all'inaugurazione delle "Penne alla Bolognese". Stasera li porto all'osteria, così comincerà il lavoro di advertising...

Off-off-topic:
Internet va e viene... non so se riuscirò a rispondere ai vostri commenti... sigh!



giovedì 22 maggio 2008

Kipple Editrice / Premio Kipple 2008

Era un po' di tempo che non segnalavo concorsi e, visto che qualche tempo fa, sul blog di Alex, si parlava di quanto la fantascienza sia bistrattata oggi (specie in Italia), ho deciso di cogliere due piccioni con una fava e di segnalarvi:
  1. Una casa editrice che pubblica fantascienza;
  2. Un concorso con la pubblicazione x premio finale, dedicato alla fantascienza.
Prima, però, devo ringraziare la preziosissima Artemisia per avermi segnalato questo concorso, che credo sarà succulento per molti dei miei cari lettori (anche le scadenze sono molto molto vicine).

Bene... partiamo.

Il premio è indetto dalla casa editrice Kipple, una casa editrice che si dedica esplicitamente alla Science Fiction con una collana piuttosto ricca, oltre che alla narrativa in genere e alla poesia. Basta leggere la pagina dedicata a loro stessi per capire quanto siano orientati al genere fantascientifico. In poche righe appaiono nomi altisonanti come Asimov, Ballard, Dick... e tanti altri ancora. La Kipple, però non si occupa solo di testi ma anche di illustrazioni... sempre legate al mondo della fantascienza, e/o eventualmente anche alla narrativa più classica.
Difatti, nella pagina dedicata agli esordienti, sono presenti due pulsanti. Uno per la fantascienza, uno per la narrativa. Nelle Faq si parla di trattative di distribuzione con Feltrinelli, Mondadori, Mel bookstore, Fnac, Coop e altri nomi... trattative che dicono dovrebbero già essere concluse (visto che riporta la data febbraio 2008... io li contatterei per avere maggiori informazioni).
Non ho trovato indicazioni sul fatto che il contratto di pubblicazione sia privo di contributi o meno. Consiglio di chiedere prima di inviare un manoscritto... ma in linea di massima, la Kipple ha tutte le carte in regola per essere una casa editrice da guardare con occhi attenti.

Ma passiamo al concorso. Il bando può essere scaricato direttamente cliccando qui.

Al concorso sono ammesse solo opere inedite, mai pubblicate su carta, neppure parzialmente (suppongo quindi che non si possano inviare documenti stampati in p.o.d.). I romanzi devono essere di lunghezza minima di 200 cartelle (60x30) e massima di 350 cartelle.
I romanzi devono essere rigorosamente di Fantascienza. No fantasy. Vengono predilette opere con contenuti a carattere sociale, fantapolitico, tecnologico (Hard Sf, cyberpunk, fantascienza sociologica etc etc).
Si può partecipare con più opere.

La quota di partecipazione è di 5 euro per ogni opera iscritta al concorso. Il pagamento deve essere fatto entro il 30 Maggio 2008.

I romanzi vanno spediti in un dattiloscritto all'indirizzo indicato nel bando, sempre entro il 30 Maggio 2008 (vale il timbro postale).

Le proprie generalità, con domicilio, numero di telefono e email devono essere indicate nel plico. Contestualmente, bisogna inviare una mail alla casa editrice con i propri dati e il documento (in formato .rtf o in .doc) all'indirizzo mail kol@kipple.it

Il vincitore verrà pubblicato nella collana Bibliotheka di Avatar.

Io sono fregato... tutti i miei scritti che avrebbero potuto partecipare, o sono già stati pubblicati in p.o.d. (però, ora son scomparsi da Lulu... perché per loro voglio disegnare un nuovo destino), o stanno già partecipando ad altri concorsi, o sono addirittura già stati pubblicati da un editore in tempi immemori.

Voi, però, sono sicuro che l'avete un manoscritto nel cassetto!


Note:
Questo post è un post programmato. Oggi sono ad Ancona per lavoro, per cui non potrò rispondere ai vostri commenti.


mercoledì 21 maggio 2008

Questa è... Struttura!

Come titolo di questo post, ho voluto catturare una breve frase pronunciata da Morpheus a Neo nel film dei fratelli Wachowski più famoso... Matrix.

Ma non è di cinema che voglio parlare.

Vorrei parlare di narrativa e, in particolare, di come si imbastisce una storia di lungo respiro. Chi mi conosce da lungo tempo, ormai, sa che scrivo di getto. Che anche nei romanzi più lunghi riesco a scrivere le vicende dei vari personaggi senza perdermi e, allo stesso tempo, lasciando alla storia una certa libertà evolutiva e non costringerla all'interno di schemi prestabiliti.

Esistono però narratori che, prima di scrivere una sola riga, hanno già stabilito tutto quanto dovrà accadere nella storia. Si costruiscono uno "Schema complessivo", una struttura ad albero in cui sono contenuti tutti i particolari che rendono completa la loro opera.
Queste strutture, solitamente, racchiudono delle schede conoscitive dei personaggi, delle schede descrittive delle ambientazioni e, delle brevi sinossi di ogni capitolo del futuro romanzo.
Sono strutture complesse che ogni scrittore fa a suo modo. C'è chi usa una miriade di post-it e bigliettini. C'è chi costruisce una struttura ad albero complessa quanto lo schema logico di un circuito elettronico. C'è chi usa Excel... insomma, ognuno ha il suo metodo.

In passato vi presentai un software che poteva ovviare in parte alla necessità di possedere una struttura. Questo software si chiama "CeltX" e, per quanto sia nato per la realizzazione di spettacoli teatrali o cinematografici/televisivi, si adatta in modo adeguato anche alle eventuali necessità di uno scrittore. Esso permette di costruire delle schede personaggio, permette di raccogliere fonti di informazione esterne, dai pdf ai link su internet, ed è allo stesso tempo un editor di testo abbastanza evoluto. Il programma è multipiattaforma (Linux, Windows e Mac) ed è gratuito.

Ma, a cosa serve uno schema?

Lo schema serve principalmente a ricordare la struttura del racconto. Quando si intende scrivere un romanzo di lungo respiro non è facile tenere tutto a mente. E' complicato ricordare la morfologia di tutte le ambientazioni, è complicato ricordare il carattere e al fisionomia di tutti i personaggi, è complicato ricordare ogni dettaglio di ciò che si è già raccontato nei capitoli già scritti. La struttura serve a tenere il filo di tutto quanto e, ad aiutare a non cadere in errori che potrebbero compromettere il risultato finale del lavoro dello scrittore.

Difatti, quando dico che scrivo di getto, in parte, racconto una bugia. Una bugia perché ho la fortuna di avere un'ottima memoria creativa e di riuscire a ricordare tutto quanto mi è necessario per la stesura dei miei testi. In pratica, invece che mettere la struttura su carta, la tengo a mente. E' tutta nella mia testolina ma... la struttura c'è comunque.

Con Justice, poi, mi sono scontrato con la cruda realtà. Avendo deciso di scrivere un romanzo con una ambientazione storica, ho cominciato ad avere dei problemi... e ad avere la necessità di utilizzare un supporto fisico in cui incamerare i risultati delle mie ricerche, le mappe navali, e tutto ciò che mi serviva e che non potevo memorizzare "fotograficamente". Per Justice mi sono appoggiato a "CeltX". Ma in breve tempo mi sono accorto che, per quanto il programma fosse formidabile, ero costretto a possederne una copia installata su ogni computer con cui lavoro... un problema, visto che scrivo un po' ovunque. In breve tempo, quindi, mi sono costretto a scoprire i software online... come "Google Documents".

Con "Google Documents" ho subito avuto un word processor evoluto a disposizione ovunque io fossi e, a prescindere del computer a disposizione. Ma come risolvere la "mancanza" dei tool organizzativi che "CeltX" mi offriva?

Beh, alla fine ho deciso di costruirmi una "Struttura" con Excel, o meglio, con il foglio di calcolo offerto da "Google Documents". Per quanto il documento ancora non mi soddisfi appieno, ho già potuto collaudarlo con Il Desiderio di Mordere e con Poker. Per cui ho deciso di proporvelo anche qui sul blog.

Per l'occasione. Ho ipotizzato un breve racconto (che però non ho mai scritto) in cui il personaggio principale "Glauco", decide di andare al cinema ma, una volta giunto all'ingresso, pur avendo in mano il biglietto, viene fermato dalla "Maschera" e gli viene impedito l'ingresso. I particolari di questa storia, che si dovrebbe sviluppare in otto capitoli, sono contenuti nel file excel che vi potrete scaricare al link che troverete alla fine di questo post.

Il file contiene quattro pagine:
  • La prima pagina serve a definire l'idea. Contiene il titolo del racconto, la location e, una sinossi che ne descrive il contenuto.
  • La seconda pagina contiene le schede dei vari personaggi. Per ogni personaggio viene chiesto il nome, l'età, le caratteristiche, l'abbigliamento, il ruolo e tanto altro ancora.
  • La terza pagina è quella dedicata ai link esterni. Link internet, copia e incolla di documenti utili alla storia, etc etc.
  • La quarta pagina contiene la sinossi dei singoli capitoli. Questa pagina, in questo caso, è già completa. A volte io la riempo mano a mano che scrivo il romanzo, in modo da non essere intrappolato dalla struttura originale e da permettermi di fare cambiamenti anche grandi al corso degli eventi narrati.
Cosa dire ancora?

Avere una struttura della storia che si intende scrivere, sia essa mentale, cartacea o, ancora, informatica, è importante per la coerenza di quanto si sta per scrivere. E' importante perché permette una visione d'insieme, perché può focalizzare l'attenzione sui punti deboli dello scritto e, perché può aiutare ad evitare errori banali ma difficilmente perdonabili dal lettore.

Vi ho convinto? Beh, eccovi la Struttura dell'ipotetico racconto titolato Al Cinema: Cliccate qui.

Se poi decidete, come esercizio, di scrivere il racconto impostato nel file che avete scaricato, vi chiedo sin da ora se poteste spedirmene una copia... giusto per curiosità, visto che il personaggio principale sono io.



martedì 20 maggio 2008

Libri su chiavette USB

Beh, lo ammetto, questa non me la sarei mai aspettata. Ok agli ebook e agli audiolibri... ma questa poi, non me l'aspettavo!

La Bruno Editore propone per il suo Club autori Italiani la distribuzione degli ebook sotto forma di chiavette USB. Dotata di codice ISBN, la chiavetta dovrebbe essere distribuita, immagino, nelle librerie, edicole e in tutti i punti vendita ove normalmente troviamo i libri. Una idea interessante... non trovate?

Bruno Editore, si occupa di Manuali. Il sito non si chiama Autostima per caso. Difatti i manuali che vende sono diretti alla "costruzione" di un 'io' tale da ottenere il successo desiderato. Insomma... non si occupa certo di narrativa ma, mi ha incuriosito il sistema di distribuzione degli ebook che ha deciso di intraprendere.

Cosa pensare di questo sistema? Una chiavetta USB per ogni libro... gli ebook reader hanno le porte usb? Sono in grado di gestire le chiavette?
Se così fosse, anche chi non sente la necessità di avere un PC in casa (ne conosco...) non si troverebbe precluso al mercato degli ebook. Potrebbe essere la chiave di volta verso una diffusione massiccia dei libri in formato elettronico e, un boom commerciale per gli ebook reader.

D'altro canto... trovo che la soluzione delle chiavette, su larga scala, produrrebbe una grande quantità di "rifiuti elettronici"... milioni di chiavette che, una volta riversate nei capienti hard disk degli ebook reader, perderebbero di significato (e immagino che sarebbero inutilizzabili per altri scopi se non quello di tenere il libro nella propria pancia... un po' come alcuni cataloghi che arrivano in ditta in formato USB... le chiavette sono solitamente da 8, 16 Mega... piccolissime. E alcune di esse sono pure read-only).
Però... beh... gli alberi sarebbero felici perché non verrebbero più sacrificati in nome della cultura.

E se poi non fosse possibile riversare l'ebook comprato sull'hard disk? Oddio... allora si perderebbe la potenzialità di questo sistema... a meno che, in casa, non trasformassimo le librerie in "appendi chiavette". Boh!

Voi che ne pensate? Vi piacerebbe una diffusione dei libri in formato USB? Ce l'avete un ebook reader? Acquistereste libri in questo formato?

Sono proprio curioso di conoscere la vostra opinione in proposito.


PS.
Stamattina, all'orario dell'intervista, devo ammettere che mi sono girato dall'altra parte, ho abbracciato il cuscino e, sono tornato tra le braccia di morfeo. Che sonno che avevo...
Comunque, presto, l'intervista apparirà sul blog di luisella...