giovedì 11 ottobre 2007

La sindrome di Reinegarth

Lo ammetto, la scelta è stata ardua. In casa avevo il pdf di "Mozart di Atlantide" e de "La sindrome di Reinegarth". L'autore, Simone Navarra, immagino lo conosciate benissimo. A far pendere l'ago della bilancia verso il secondo dei due titoli è stato l'argomento: i sogni.
Sapete bene che il mio 31 Ottobre è nato da un sogno fatto nell'ormai lontano 2003. E, immagino, sapete altrettanto bene che tanti altri miei racconti sono nati da sogni o da situazioni "viste" in fase di dormi-veglia. Per questo motivo il mio dito indice è caduto inprescindibilmente su "La sindrome di Reinegarth" (qui in pdf, qui rilegato).

Ma parliamo del racconto. Le cose negative (la prendo alla lontana, però!).

Prima di iniziare, in questa "breve considerazione" svelerò un bricioletto di finale e, di conseguenza, se lo volete leggere, vi consiglio di saltare al prossimo paragrafo (scriverò la prima parola in grassetto... in modo che non vi possiate confondere).

Una ventina di anni fa scrissi un racconto in prima persona in cui, ad un certo punto della trama, il protagonista moriva in modo violento. Il racconto, anche se fosse terminato in quell'istante, avrebbe comunque avuto qualcosa di "strano" visto che presupponeva fosse lo stesso personaggio principale della storia a raccontare gli eventi (e un morto, si sa, non può parlare ai vivi... figurati scrivere un racconto), ma io andai oltre continuando a raccontare gli avvenimenti successivi alla morte del protagonista, e sempre in prima persona. Da quel racconto ebbi un grande insegnamento e una grossa stangata. Fui massacrato dai giudizi negativi. Un morto non può raccontare ciò che accade dopo la sua morte... non è "naturale". Qui Simone corre il medesimo rischio. Il racconto si divide in una parte narrata in prima persona (sotto forma di diario per lo più.) e una parte in terza persona. Verso la fine il personaggio principale tenta il suicidio e... le esperienze del personaggio durante il periodo di coma vengono raccontate in prima persona... ecco, questa è una forzatura, anche se capisco bene quali erano le intenzioni di Simone. Il mio è un amichevole allarme... per evitare che subisca ciò che ho passato io tanto tempo fa, consiglio di riscrivere quella parte in terza persona o... di riportarla come pagina di diario solo dopo il suo risveglio dal coma... (ma è un mio parere personale e forse ho già esagerato dando il consiglio di modificare il testo originale... non è un mio diritto).

La Storia è molto interessante. Un ragazzo con il sogno di diventare fumettista, si "arrangia" a guadagnare qualche soldo partecipando a degli esperimenti universitari come cavia. Le ricerche studiano la curva di Reinegarth, una sorta di diagramma che descrive la fase Rem di una persona addormentata e, lo scopo delle ricerche è quello di trovare una cura non farmacologica ai disturbi legati al sonno. Questo ragazzo, durante una sessione di sperimentazione, subisce un grave trauma. Nel sonno gli sembra di venire aggredito da una entità... inquietante. Dopo questa esperienza decide di abbandonare il lavoro e, si arrende alle proposte del padre di aiutarlo nel lavoro al ristorante di famiglia. Però... dopo qualche giorno, cominciano a succedere cose strane.
Non svelo di più. La narrazione ha un ottimo crescendo è prepara il lettore ad affrontare una storia dalle grandi potenzialità. Il peccato è che queste potenzialità rimangono tali. Il racconto sembra concludersi in modo frettoloso e quando ci si ritrova a leggere l'ultima pagina si rimane un pochino con l'amaro in bocca.
Cavoli... io volevo sapere di più!
E sapete cosa significa questo? Che mi è piaciuto. Ricordo ancora la prima volta che ho letto il Signore degli Anelli (avete presente? l'edizione che ho io ha 1032 pagine...). Quando arrivai all'ultima pagina avevo voglia di piangere. Era troppo corto, volevo di più, non volevo lasciare quella storia. Ecco, con questo racconto di Simone mi è capitata la stessa cosa. Volevo sapere di più!
Scritto bene, con cura, senza refusi, con qualche rara parola mancante (già... magari durante la revisione è scappato un "canc" di troppo!). Ho notato qualche variazione repentina sul "tempo" dei verbi, ma sempre e soltanto nelle pagine di diario. Ho pensato quindi che poteva essere voluta. Magari per dare una nascosta indicazione dello stato umorale del personaggio che lo scriveva.

Il giudizio finale è sempre la parte più difficile. E, in questo caso, lo è particolarmente. Il testo ha grandi qualità e qualche pecca "pericolosa". Nel complesso, comunque, è una storia capace di intrattenere piacevolmente il lettore. Non annoia e induce alla curiosità verso ciò che è nascosto nelle pagine successive. Avrebbe meritato qualche paginetta in più... ma la volontà dell'autore è stata differente. Non voglio dare voti. Non li ho mai dati. In questo post ho scritto pregi e difetti. Decidete voi se ho ragione o torto. Scaricatevelo o, meglio ancora, compratelo (per finanziare il buon Simone...). L'importante, comunque, è che lo leggiate.

1 commento:

  1. Grazie Gloutchov, mi hai fatto veramente una bella sorpresa! Non commento assolutamente sulla recensione visto che il lettore ha sempre ragione, anche se ovviamente sono contento che il libro - più o meno - ti sia piaciuto.

    Aggiungo solo che era il mio primo romanzo e adesso ovviamente sono ancora più bravo... così magari ti leggi pure gli altri ^^

    Ciao e grazie di nuovo!

    Simone

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