Racconto breve di Federico Russo che, come dice lui stesso in una nota al termine del racconto, vuole spiegare come il Fantasy possa essere differente dai soliti cliché offerti dall'editoria attuale.Il racconto narra le vicende di due fuggiaschi, il Re è stato ucciso e ora due fazioni di nobili si contendono il controllo dei villaggi, della contea, di tutto il territorio. Le città sono devastate dalle scaramucce tra Avidi e Valorosi, due epiteti che rappresentano le fazioni in lotta, ma con sarcasmo. E le genti, il volgo, rischia di finire ucciso solo per aver aiutato uno piuttosto che l'altro. La storia narra di un fabbro e un falegname che, in fuga dal loro villaggio, incontrano nel bosco una donna. La donna, per evitare che i due uomini si approfittassero di lei, dichiara di essere una strega e li minaccia di terribili ripercussioni se i due non l'aiutano nella sua missione. E così, i due uomini e la strega incominciano un cammino ricco di avventure verso una cittadella vicina, dove la donna dice di essere diretta per salvare... ma non vi posso raccontare tutto, no?
Il racconto è scritto con uno stile che direi... corsaiolo. Le vicende scorrono veloci, in alcuni casi troppo veloci. Lo stesso Federico, nelle note, fa notare questa caratteristica del racconto. Il comportamento di uno dei due personaggi (non voglio svelare troppo, è un racconto di 35 pagine, rischio, con questa recensione, di spoilerare eccessivamente...) è imprevedibile e contraddicente. Spiazza il lettore e, ammetto che ho fatto fatica a seguirlo. Sembra un folle, una persona priva di senno, ma solo a tratti, visto che in altri momenti è un semplice, e in altri è quasi sagace. Il personaggio della strega è quello meglio delineato e che più ho apprezzato. Anche i Valorosi e gli Avidi sono stati rappresentati in modo convincente. I dialoghi, a volte, non prendono. Il gergo stona o sembra troppo moderno. Nel complesso, però, è un bel raccontino da leggere. Peccato che il finale sia striminzito. Lo avrei preferito un pochino più ricco di pathos.
Ma ciò che è più importante, credo, per l'autore, è quello che vuole rappresentare il racconto. Nelle note afferma la sua convinzione che il fantasy non debba essere per forza una vicenda epica con elfi, nani e cavalieri senza macchia. Il cliché che, praticamente, ha avuto origine con l'enorme successo de 'Il Signore degli Anelli'. Concordo con lui, in questa affermazione. Tant'è che altri gioielli del fantasy appaiono oggi sul mercato e, per nulla al mondo ricalcano le impronte di Tolkien. Parlo della 'trilogia della materia oscura', di Pullman. Delle 'Cronache di Narnia' e di altri romanzi che per molto tempo, almeno in Italia, erano catalogati come libri per bambini (bah!). Ad ogni modo, non credo proprio che 'In cammino con la Strega' possa essere un fantasy. Una ambientazione medievale non crea un fantasy e, non basta certo inventare i nomi delle città, dei villaggi, delle divinità e della moneta corrente, per farmi cambiare idea. La parola 'fantasy' è esplicita. Fantasia. E in una ambientazione medievale, più che la fantasia, trovo solamente dei riferimenti storici. Per fare un Fantasy ci vuole molto di più. Ci vuole l'idea di un qualcosa nato dalla fantasia, di irreale, di impossibile, di... fate un po' voi, ma io direi diverso. E Tolkien si è inventato un continente stile "pangea". La terra di mezzo. Creature come gli hobbit, e ha rappresentato la guerra tra il bene e il male mostrandone le sottigliezze e rappresentandole negli anelli del potere. Lewis, a differenza del suo caro amico, ha creato un mondo parallelo dominato dagli animali e in eterna lotta con una strega che brama il governo dell'intero territorio. Pullman, infine, ha deciso di rivelare l'anima delle persone proiettandola nei daimon, ha mostrato universi paralleli, ha costruito realtà plausibili ma differenti da quella che conosciamo. Questo è il vero fantasy. E non una storia di cavalieri, streghe e falegnami (mi spiace Federico... questa, comunque, è solo una mia opinione). Insomma, il fantasy pretende qualcosa di più e, se la commercializzazione di questo stile ha fatto nascere tanti cloni di Tolkien, dalla tanto acclamata Troisi alla più consolidata Marion Zimmer Bradley, beh, significa che i signori editori non hanno la benché minima idea di cosa sia un fantasy (e da qui, il fatto che 'la trilogia delle materie oscure' sia rimasto sui banchi dei libri per bambini per lungo tempo...). Se dovessi parlare di autori fantasy 'veri', potrei citare Martin e Evangelisti... nei loro romanzi creano un connubio tra ambientazioni storiche e fantascientifiche... storia e fantascienza assieme... secondo me producono un fantasy eccezionale.
Insomma, secondo me, la ricetta per la realizzazione di un fantasy è ben più che una ambientazione medievale... ci vuole fantasia.


3 commenti:
Passo di fretta, prometto che torno e mi leggo tutto con calma, solo per dirti che sono entrata nel vivo dell'operazione con l'editor. Ciao Cristiana
Il fatto è che il genere fantasy-clone vende molto, per questo gli editori si accontentano di scrittori che copiano Tolkien, Brooks o la Hickman.
E'per questo che ho avuto un rifiuto del fantasy dopo averne consumato a tonnellate. Ero stufo di leggere storie tutte uguali.
Sempre per questo leggo cmq con piacere George Martin, che ha sfruttato il genere in modo originale, crudo, realistico ed epico allo stesso tempo.
Non riesco a leggere un fantasy vecchio stile... sorry... la noia mi assale al primo capitolo o giù di lì.
Però il genere non ha mai venduto così tanto... basta vedere quanto spazio gli dedicano sugli scaffali in libreria!
Ti ringrazio tantissimo per questa recensione! Io non avrei saputo riassumere il racconto in questo modo... ^_^
Ho ricevuto opinioni discordanti sui personaggi. I più preferiscono Herd, altri la strega, ecc... I dialoghi "moderni" sono una risposta a chi mi criticava perché usavo dialoghi troppo aulici e poco credibili. Il finale l'ho lasciato andare come doveva, senza forzarlo. Avrei potuto far accadere qualsiasi cosa più emozionante, ma non è da me allungare il brodo.
Posso capire che non lo si definisca fantasy. Per me è scontato, poiché ho scritto altri racconti ambientati nello stesso mondo, con elementi più fantastici, come creature ecc. Ma, ribadisco, a non m'interessa questo, a me interessa solo che piaccia. Mi sembra normale, no? :D
Grazie ancora per l'attenzione che mi hai prestato! :D
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