Colgo l'ispirazione da questo articolo uscito sul blog delle edizioni Voland, per parlare della punteggiatura.
La punteggiatura è un... perdonatemi il gioco di parole... punto fondamentale nella stesura di un testo. La punteggiatura da ritmo, eleganza e maggiore comprensibilità al testo che un lettore sta affrontando.
E' quindi ovvio che, per coloro che amano scrivere è fondamentale conoscere come essa debba essere usata.
Al giorno d'oggi, come fa notare anche l'articolo della redazione Voland, sembra che la narrativa si sia dimenticata di molti segni di interpunzione. Vanno di moda virgole e punti. Periodi brevi e scattanti. Ci si è dimenticati invece del punto e virgola. I periodi molto lunghi sono ormai un ricordo del passato e dei grandi classici.
Oggi è sicuramente cambiato il modo di scrivere e, probabilmente, anche il modo di leggere.
Ma come si deve usare la punteggiatura? A questa domanda dovrebbe rispondere un docente, non sono certo io la persona più adatta a rispondere ad un quesito così complesso; se ho deciso di scrivere qualche riga sull'argomento non è certamente per dettare delle regole, bensì per raccontare la mia esperienza, come al solito.
Mi capita, sovente, di leggere dei testi scritti da altri esordienti. Alcuni sono scritti con cura, con una padronanza della lingua tale da consentire al lettore di godere della storia ma, altri, ahimè, soffrono di grandi problemi legati soprattutto alla punteggiatura. Il più delle volte sembra quasi che questi esordienti abbiano scritto la loro storia senza punteggiatura e che, solo in un secondo momento si siano dedicati ad inserire dei segni di interpunzione tra le righe.
Mi son trovato spesso di fronte a frasi del tipo:
In pratica, io credo che quegl'autori non abbiano riletto i loro testi in modo corretto. E' infatti facile leggere un testo conoscendone già il contesto... le pause vengono inserite automaticamente dal nostro inconscio ma... per chi non conosce la storia è tutta un'altra questione. Bisogna, io credo, mettersi nei panni del lettore e leggere/scrivere il proprio manoscritto come se non lo si conoscesse.
Una lezione che ricordo sin dalle elementari legava i segni di interpunzione al respiro. Ricordo che la nostra maestra di lettere, a seconda del segno che incontravamo, ci costringeva a fare un respiro più o meno lungo. Una lezione che non ho mai dimenticato.
E' una questione di esperienza e di esercizio. Ma credo che la base di tutto ciò rimanga comunque la capacità e la volontà, da parte dello scrittore, di leggere i propri scritti con distacco, seguendo la punteggiatura e correggendola secondo i propri scopi e... il proprio respiro.
Aggiornamento del 24/04/2008:
Come suggerito sul blog di Chiara, consiglio a chi è interessato all'argomento, di leggere quanto viene spiegato sul sito dell'Accademia della Crusca, qui.
La punteggiatura è un... perdonatemi il gioco di parole... punto fondamentale nella stesura di un testo. La punteggiatura da ritmo, eleganza e maggiore comprensibilità al testo che un lettore sta affrontando.
E' quindi ovvio che, per coloro che amano scrivere è fondamentale conoscere come essa debba essere usata.
Al giorno d'oggi, come fa notare anche l'articolo della redazione Voland, sembra che la narrativa si sia dimenticata di molti segni di interpunzione. Vanno di moda virgole e punti. Periodi brevi e scattanti. Ci si è dimenticati invece del punto e virgola. I periodi molto lunghi sono ormai un ricordo del passato e dei grandi classici.
Oggi è sicuramente cambiato il modo di scrivere e, probabilmente, anche il modo di leggere.
Ma come si deve usare la punteggiatura? A questa domanda dovrebbe rispondere un docente, non sono certo io la persona più adatta a rispondere ad un quesito così complesso; se ho deciso di scrivere qualche riga sull'argomento non è certamente per dettare delle regole, bensì per raccontare la mia esperienza, come al solito.
Mi capita, sovente, di leggere dei testi scritti da altri esordienti. Alcuni sono scritti con cura, con una padronanza della lingua tale da consentire al lettore di godere della storia ma, altri, ahimè, soffrono di grandi problemi legati soprattutto alla punteggiatura. Il più delle volte sembra quasi che questi esordienti abbiano scritto la loro storia senza punteggiatura e che, solo in un secondo momento si siano dedicati ad inserire dei segni di interpunzione tra le righe.
Mi son trovato spesso di fronte a frasi del tipo:
Mario, correva, lungo la strada grigio asfalto, con affanno, mentre Maria, davanti a lui, correva, facendo danzare, i glutei perfetti, con il suo passo, felino.Ma ho incontrato anche frasi di quest'altro tipo:
Mario correva lungo la strada grigio asfalto con affanno mentre Maria, davanti a lui correva facendo danzare i glutei perfetti con il suo passo felino.Credo che basti leggere queste due frasi per capire che c'è qualcosa che non funziona. La punteggiatura dovrebbe dare il ritmo alla frase e, al contempo, regolare la respirazione del lettore. Tutto ciò per consentire ad una persona di leggere la frase ad alta voce senza stramazzare al suolo perché rimasta senza ossigeno, oppure di finire all'ospedale per una crisi respiratoria causata da iperventilazione.
In pratica, io credo che quegl'autori non abbiano riletto i loro testi in modo corretto. E' infatti facile leggere un testo conoscendone già il contesto... le pause vengono inserite automaticamente dal nostro inconscio ma... per chi non conosce la storia è tutta un'altra questione. Bisogna, io credo, mettersi nei panni del lettore e leggere/scrivere il proprio manoscritto come se non lo si conoscesse.
Una lezione che ricordo sin dalle elementari legava i segni di interpunzione al respiro. Ricordo che la nostra maestra di lettere, a seconda del segno che incontravamo, ci costringeva a fare un respiro più o meno lungo. Una lezione che non ho mai dimenticato.
- La virgola era/è un respiro veloce, breve.
- Il punto e virgola era/è un respiro più lungo e profondo.
- Il punto era/è un "bel" respiro.
E' una questione di esperienza e di esercizio. Ma credo che la base di tutto ciò rimanga comunque la capacità e la volontà, da parte dello scrittore, di leggere i propri scritti con distacco, seguendo la punteggiatura e correggendola secondo i propri scopi e... il proprio respiro.
Aggiornamento del 24/04/2008:
Come suggerito sul blog di Chiara, consiglio a chi è interessato all'argomento, di leggere quanto viene spiegato sul sito dell'Accademia della Crusca, qui.


8 commenti:
La mia insegnante delle scuole medie ci teneva tantissimo alle regole della buona grammatica, all'analisi logica e grammaticale, e riconosco che oggi ritrovo i suoi insegnamenti in ogni scrittura più elementare, dalla relazione di lavoro al post del blog.
PS: tu ci scherzi, ma guarda che ho letto davvero con apprensione le pagine della lotta fra il vampiro e il lupo mannaro!!! Lo hai descritto talmente bene che il monitor trasudava sangue ;) Speriamo che i miei pochi lettori si incuriosiscano....chissà perchè quando scrivo un post utile non mi caca mai nessuno....
@tzu:
eh..eh.. succede anche a me. Quando scrivo un post che ritengo importante, gli accessi al blog calano vertiginosamente. Quando scrivo un post "riempitivo" gli accessi s'impennano (succede in particolare sull'altro blog!!).
Comunque ti ringrazio tantissimo per la recensione che, ho pure linkato nel blog roll "Parlano di me" :D
Ma pensa... Ho seguito, nei giorni scorsi, tutta una diatriba proprio sull'argomento, spesso spinoso, della punteggiatura, a questo indirizzo...
Ciao!
Ahimè, io mi perdo nella punteggiatura, e quando faccio l'editing di un mio testo, mi sembra come di star andando per funghi, non riesco a distinguere i funghi, ehm pardon, la vigola buona da quella "cattiva"... quella da eliminare.
Gaspppppp
ARTEMISIA :-)
ps: un pò sgrammaticata, e vabbeh!
@Artemisia:
ahi...ahi...ahi... fammi vedere le manine che ti bacchetto!!! :D
Io posso solo dire che moltissime persone non sanno minimamente usare la punteggiatura. Non occorrerebbe voler fare lo scrittore per saper piazzare una virgola o i due punti.
Anche sul lavoro ricevo delle mail che sono scempiaggini terribili. E parlo di gente laureata... evidentemente non in lingua e letteratura italiana!!!
La punteggiatura è un argomento del quale si è dibattuto molto, sui quotidiani e su internet, nelle scorse settimane.
Purtroppo l'ignoranza in materia è ancora tanta.
Complimenti per il blog.
Ciao, Chiara
Grazie Gloutchov per aver citato il mio blog in coda al tuo post.
Chiara
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