Ieri sera, ancora spossato dalla trasferta lavorativa del giovedì e dalla giornata in ufficio, mi son fatto coraggio e, invece di abbandonarmi sul comodo sofà di casa, mi sono armato di ombrello e volantini per fare un poco di pubblicità alla inaugurazione de "Le Penne Alla Bolognese".
Sceso alla fermata di fronte al bar Gamberini, mi sono armato di pazienza, ho raccolto le ultime energie, e ho cominciato la questua. Non avendo un numero infinito di volantini, ho fatto il giro dei bar e delle pasticcerie. La mia speranza era di catturare l'attenzione di coloro che solitamente frequentano quei luoghi per un aperitivo post-lavorativo.
Un giro di un'ora.
Scendo le scale dell'osteria, non c'è nessuno. Il locale è aperto. Chiedo: «Permesso?»
Non risponde nessuno... vado fino al banco, guardo furtivamente in cucina... dove sono finiti tutti?
Poi ecco sbucare Rossella, col suo solito sorriso smagliante.
Facciamo due chiacchiere, i volantini, news dalle altre penne...
Arriva Massimo. Mi racconta del disastro. Sono stati chiusi tre giorni per colpa della pioggia, sono rimasti allagati: 10, forse 15 centimetri d'acqua. Un disastro e un lavorone per risistemare il locale.
Continuiamo con le chiacchiere, arrivano Paolo e Carlotta, che preparano le attrezzature per cantare del vivo. Vengo presentato. Mi faccio convincere a rimanere all'osteria per la cena e, così, mangiando con loro, facciamo conoscenza.
Ascolto un loro cd, musiche che ricordano il Fado, parliamo dei loro interessi, del mio libro. Rossella mi convince a leggere qualche pagina... che poi diventano il primo e il secondo capitolo. Piace... li cattura...
Ma la serata è piuttosto morta. Il locale è vuoto, giusto una famiglia con un bambino che però sono rimasti a mangiare all'esterno. Carlotta e Paolo non cominciano neppure a lavorare. Che strana serata... non c'è proprio nessuno.
Facciamo altre due chiacchiere, vengono le undici. La Band decide di tornare a casa. Ci salutiamo. Io rimango qualche altro minuto a discutere dell'organizzazione per il 29... c'è così poco tempo.
Arrivo a casa a mezzanotte. Spossatissimo. Mi getto sul letto ma sono troppo stanco per addormentarmi. Mi ruzzolo un po' tra le coperte. Accendo la tele. TV7 parla del nucleare. Ascolto le voci, comincia a cadermi la palpebra... spengo la tele e mi addormento. Ma è un sogno agitato... alle sette e mezza sono già sveglio...
Stamattina, facendomi la barba, ho guardato le mie occhiaie... sembro un Panda!
Pioveva che Dio la mandava.E più mi allontanavo da casa, più l'acqua sembrava cadere con maggiore violenza. Fortuna che l'autobus era quasi vuoto e che il centro storico di Bologna è tutto percorso da portici asciutti.
Sceso alla fermata di fronte al bar Gamberini, mi sono armato di pazienza, ho raccolto le ultime energie, e ho cominciato la questua. Non avendo un numero infinito di volantini, ho fatto il giro dei bar e delle pasticcerie. La mia speranza era di catturare l'attenzione di coloro che solitamente frequentano quei luoghi per un aperitivo post-lavorativo.
Un giro di un'ora.
Via Ugo Bassi, Via Rizzoli, Via d'Azeglio, il "Pavaglione", Via Indipendenza.Alla fine del giro ho pensato di fermarmi all'osteria per rivedere Massimo e Rossella. E per stare all'asciutto...
Scendo le scale dell'osteria, non c'è nessuno. Il locale è aperto. Chiedo: «Permesso?»
Non risponde nessuno... vado fino al banco, guardo furtivamente in cucina... dove sono finiti tutti?
Poi ecco sbucare Rossella, col suo solito sorriso smagliante.
Facciamo due chiacchiere, i volantini, news dalle altre penne...
Arriva Massimo. Mi racconta del disastro. Sono stati chiusi tre giorni per colpa della pioggia, sono rimasti allagati: 10, forse 15 centimetri d'acqua. Un disastro e un lavorone per risistemare il locale.
Continuiamo con le chiacchiere, arrivano Paolo e Carlotta, che preparano le attrezzature per cantare del vivo. Vengo presentato. Mi faccio convincere a rimanere all'osteria per la cena e, così, mangiando con loro, facciamo conoscenza.
Ascolto un loro cd, musiche che ricordano il Fado, parliamo dei loro interessi, del mio libro. Rossella mi convince a leggere qualche pagina... che poi diventano il primo e il secondo capitolo. Piace... li cattura...
Ma la serata è piuttosto morta. Il locale è vuoto, giusto una famiglia con un bambino che però sono rimasti a mangiare all'esterno. Carlotta e Paolo non cominciano neppure a lavorare. Che strana serata... non c'è proprio nessuno.
Facciamo altre due chiacchiere, vengono le undici. La Band decide di tornare a casa. Ci salutiamo. Io rimango qualche altro minuto a discutere dell'organizzazione per il 29... c'è così poco tempo.
Arrivo a casa a mezzanotte. Spossatissimo. Mi getto sul letto ma sono troppo stanco per addormentarmi. Mi ruzzolo un po' tra le coperte. Accendo la tele. TV7 parla del nucleare. Ascolto le voci, comincia a cadermi la palpebra... spengo la tele e mi addormento. Ma è un sogno agitato... alle sette e mezza sono già sveglio...
Stamattina, facendomi la barba, ho guardato le mie occhiaie... sembro un Panda!


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