A parte forse Urania, la fantascienza nel nostro paese è praticamente scomparsa. Continuavo a negare questa realtà, continuavo a ripudiarla... questa realtà; ma un bel giorno sono incappato in questo articolo su Studio83 e... tutte le difese sono cadute con un sol colpo.
Il colpo d'ariete che ha sfondato il portone è stata questa constatazione (copio e incollo dal post):
Già! La fantascienza sta svanendo... mentre il fantasy sta vivendo un nuovo periodo d'oro. Ma perché?
Perché? Perché? Perché?
Buttiamo lì un paio di banalità. Manca la fiducia nel futuro. Manca il desiderio di guardare avanti con prospettiva. Manca una visione di un mondo "migliore" avanti a noi. Mancano le energie per cercare di evolverci ancora tecnologicamente.
Guardiamoci attorno: il mondo di oggi non ha più innovazione. Tutto ciò che abbiamo oggi non è altro che un raffinamento di tecnologie già esistenti. Il volo spaziale è pressoché abbandonato se non per i satelliti di telecominicazioni e militari. Le auto si muovono con gli stessi motori che furono pensati ai tempi di Henry Ford... certo, più sofisticati ma il principio di funzionamento è il medesimo... lo stesso motore ad idrogeno non è una novità... è solo un adattamento tecnologico del motore attuale a carburanti differenti. I cellulari sono una pallida evoluzione dei telefoni a rotella, svolgono le stesse funzioni più... altre praticamente inutili se non per il divertimento. Gli aerei si muovono grazie a tecnologie provenienti dalla seconda guerra mondiale e... anche la medicina non è che abbia fatto balzi da gigante, anzi... grazie alla pressione di alcuni enti religiosi, si cerca di sbarrare lo sviluppo verso nuove frontiere fino a ieri neppure immaginate (e questo ricordatevelo perché mi ci riaggancerò fra poco). Potrei andare avanti per ore in questo modo, toccando ogni branca della tecnologia odierna.
L'ultima vera innovazione è stata internet... che è poi stata l'ultima scintilla fantascientifica, l'innovazione che ha portato alla fiammata del ciberspazio. Una scintilla... però. Non un bel fuoco vivido.
Qualcosa è successo...
E perché il fantasy è riapparso in modo così convincente?
Continuo con le banalità. Il fantasy è un richiamo al passato. E' (generalmente) la rappresentazione fantasiosa di un periodo storico dell'umanità in cui la tecnologia non era importante. Il fantasy è per antonomasia legato ad un epoca medievale dove la magia, la religione, i poteri occulti dominavano il mondo. Sembra quasi che le persone non abbiano più voglia di guardare verso il futuro e, per certi versi, rimpiangano il passato. Difatti, anche solo guardando ciò che accade nel mondo, non si può negare che ci sia una sorta di moto verso la nostalgia... vedi il ritorno della Fiat 500 (e più in generale, un certo richiamo verso design provenienti da metà del secolo scorso), vedi il ritorno a certe regole scolastiche, vedi il richiamare da parte delle religioni di modus vivendi che si credevano ormai dimenticate... nonché il negare l'evoluzione medica sperimentando in campi a dir poco eretici.
Si stava meglio quando si stava peggio... così dicevano i miei quando qualcuno rievocava il passato dicendo quanto fosse migliore del presente.
Forse oggi c'è una propensione da parte di tutti a guardare indietro, piuttosto che a guardare avanti. Non sognamo più... ricordiamo.
Come ho detto... sono discorsi superficiali (quasi da bar) ma un fondamento di verità potrebbe anche nascondersi e... per colpa di tutto ciò, anche la fantascienza potrebbe aver subito un duro colpo.
Il colpo d'ariete che ha sfondato il portone è stata questa constatazione (copio e incollo dal post):
[...] Il Premio Alien ha chiuso i battenti nel 2006, con grande rammarico degli appassionati. Del Premio Galassia l'ultima edizione reperibile risale al 2007. Nessun nuovo bando dall'interessante concorso Oltrecosmo. Il premio Apuliacon è fermo a due anni fa. Del Fantascienza e Dintorni ho trovato solo l'e-book di una passata edizione, nessun nuovo bando. Del Premio Akery dovrebbe esserci un'edizione 2008 di cui però non riesco a trovare molte tracce. Del Premio Omelas è rimasto solo questo (se non ricordo male, in ogni caso, aveva sbaraccato già da un po'). E così via, la lista è lunga [...]Effettivamente, anche guardando in libreria, lo spazio dedicato a questo genere viene sempre più risucchiato in un vortice incontenibile. Se una volta erano presenti scaffali interi dedicati a questo genere letterario, oggi sono pochi striminziti ripiani contenenti i soliti classici, se non addirittura una piccola striminzita fila di libri ben nascosta e lontana dallo sguardo dei clienti... che magari potrebbero anche inorridirsi nello scoprirla!
Già! La fantascienza sta svanendo... mentre il fantasy sta vivendo un nuovo periodo d'oro. Ma perché?
Perché? Perché? Perché?
Buttiamo lì un paio di banalità. Manca la fiducia nel futuro. Manca il desiderio di guardare avanti con prospettiva. Manca una visione di un mondo "migliore" avanti a noi. Mancano le energie per cercare di evolverci ancora tecnologicamente.
Guardiamoci attorno: il mondo di oggi non ha più innovazione. Tutto ciò che abbiamo oggi non è altro che un raffinamento di tecnologie già esistenti. Il volo spaziale è pressoché abbandonato se non per i satelliti di telecominicazioni e militari. Le auto si muovono con gli stessi motori che furono pensati ai tempi di Henry Ford... certo, più sofisticati ma il principio di funzionamento è il medesimo... lo stesso motore ad idrogeno non è una novità... è solo un adattamento tecnologico del motore attuale a carburanti differenti. I cellulari sono una pallida evoluzione dei telefoni a rotella, svolgono le stesse funzioni più... altre praticamente inutili se non per il divertimento. Gli aerei si muovono grazie a tecnologie provenienti dalla seconda guerra mondiale e... anche la medicina non è che abbia fatto balzi da gigante, anzi... grazie alla pressione di alcuni enti religiosi, si cerca di sbarrare lo sviluppo verso nuove frontiere fino a ieri neppure immaginate (e questo ricordatevelo perché mi ci riaggancerò fra poco). Potrei andare avanti per ore in questo modo, toccando ogni branca della tecnologia odierna.
L'ultima vera innovazione è stata internet... che è poi stata l'ultima scintilla fantascientifica, l'innovazione che ha portato alla fiammata del ciberspazio. Una scintilla... però. Non un bel fuoco vivido.
Qualcosa è successo...
E perché il fantasy è riapparso in modo così convincente?
Continuo con le banalità. Il fantasy è un richiamo al passato. E' (generalmente) la rappresentazione fantasiosa di un periodo storico dell'umanità in cui la tecnologia non era importante. Il fantasy è per antonomasia legato ad un epoca medievale dove la magia, la religione, i poteri occulti dominavano il mondo. Sembra quasi che le persone non abbiano più voglia di guardare verso il futuro e, per certi versi, rimpiangano il passato. Difatti, anche solo guardando ciò che accade nel mondo, non si può negare che ci sia una sorta di moto verso la nostalgia... vedi il ritorno della Fiat 500 (e più in generale, un certo richiamo verso design provenienti da metà del secolo scorso), vedi il ritorno a certe regole scolastiche, vedi il richiamare da parte delle religioni di modus vivendi che si credevano ormai dimenticate... nonché il negare l'evoluzione medica sperimentando in campi a dir poco eretici.
Si stava meglio quando si stava peggio... così dicevano i miei quando qualcuno rievocava il passato dicendo quanto fosse migliore del presente.
Forse oggi c'è una propensione da parte di tutti a guardare indietro, piuttosto che a guardare avanti. Non sognamo più... ricordiamo.
Come ho detto... sono discorsi superficiali (quasi da bar) ma un fondamento di verità potrebbe anche nascondersi e... per colpa di tutto ciò, anche la fantascienza potrebbe aver subito un duro colpo.


11 commenti:
La fantascienza dovrebbe anticipare la scienza, così come hanno fatto Gibson e Sterling con il cyberpunk, o altri autori con la genetica.
Il problema (italiano) è sempre quello: il "genere" viene snobbato. L'interesse delle case editrici per il fantasy è puramente commerciale.
Comunque è vero, in libreria si trova ormai soltanto qualcosa di Dick e di Asimov. Una casa editrice che va un po' contro le regole è la Fanucci. Pubblica ancora molte cose interessanti.
Pochissimo tempo per scrivere qui, ma l'argomento m'interessa troppo e magari più tardi ci torno su.
A mio parere il problema è più della fantascienza scritta che ha perso la sua capacità di affascinare e divertire. Ho quasi l'impressione che la fantascienza sia diventata troppo seria (o seriosa) e gli autori scrivano più per sé stessi e per gli altri autori/appassionati che per un pubblico più vasto.
La stessa fantascienza umoristica (che potrebbe far ridere anche i lettori non appassionati) viene spesso indicata dagli addetti ai lavori come divertissement (spero si scriva così) o come scherzo da non tenere in considerazione.
La cosa non mi sembra accada con il fantasy (ma è un genere che conosco veramente poco e quindi non posso sibilanciarmi) che fa divertire e, aggiungo io, fa leggere anche categorie che di solito non leggono (vedi Harry Potter che ha portato in libreria milioni di ragazzini notoriamente poco avvezzi con la lettura)
Al cinema la fantascienza mi sembra che abbia ancora parecchio successo, perché comunque riesce a far divertire anche chi non è poi così appassionato del genere.
Se poi consideriamo anche il fenomeno Gormiti o le Winx, che a mio avviso sono a metà strada, ma più sbilanciati dal lato fantascientifico, che riscono ad appassionare milioni di bambini e bambine, abbiamo altri esempi di successo (sto considerando l'idea e il contesto narrativo alla base delle storie, non tutto il coacervo di gadget a corredo che comunque sono indicativi di idee fantascientifiche di grande successo).
Chiudo qua perché il post si fa troppo lungo. Spero di leggere altri contributi.
saluti a tutti
bluzeit
Dimenticavo
Ci sino diverse case editrici che pubblicano fantascienza in Italia, molto spesso però non si trovano in edicola: Elara, Edizioni della Vigna, La penna blu, Delos,...
bluzeit
Dimenticavo
Accidenti alla fretta
non si trovano in libreria
bluzeit
@bluzeit & Mirco:
Oddio... io nel post parlavo della fantascienza vera e non quella diretta al divertimento (tu citi i gormiti e le Winx...).
La fantascienza che guarda al futuro e al nostro futuro è sicuramente in crisi e... non solo in Italia. Anche all'estero si è perso molto della visione futura della nostra società e gli autori citati da Mirco ne sono la testimonianza in quanto mostrano un futuro umano incapsulato all'interno della nostra attualità. Il cyberpunk è sicuramente una visione interessante del futuro ma molto limitativa in quanto non mostra sviluppi reali della nostra società... dubito anche che, con una società come quella di oggi, basata sullo sfruttamento delle risorse a livello incrementale, possa mai esistere il cyberpunk. Quando finiranno le risorse del pianeta, non ci sarà energia per far funzionare una rete di computer!!
Insomma, io non trovo più fantascienza che guarda avanti. Trovo solo fantascienza che futurizza l'attuale... cosa che accadeva anche in passato ma che non era l'unica fantascienza disponibile.
Mi spiego. Negl'anni 40/50/60 esisteva la 'sf' di divertimento, quella che futurizzava l'attuale, e quella che studiava il futuro della nostra società (vedi Asimov e la psicostoria o Ballard con il condominio).
Sinceramente io vedo il cyberpunk come una fiammella che condurrà solo all'intrattenimento (già oggi molti romanzi cyberpunk sono più che altro dei gialli ambientati nel futuro). E, il resto... spesso e volentieri è deludente (sempre a parer mio). Senza considerare che ormai, nella fiction, la sf è diventata sinonimo di horror... spettacolari sì, ma poco anticipatori.
Quanto al fantasy... sicuramente è un boom commerciale ma, perché è diventato un boom commerciale? Perché la gente è tornata ad interessarsi di vampiri e elfi... e non il contrario. Se nessuno leggesse fantasy (come accadeva attorno agli anni 80) poche sarebbero le case editrici che si interesserebbero al genere. Forse è stato il boom de Il signore degli anelli a riaccendere i focolai ma... è più probabile che il risveglio del fantasy vada ben oltre quel film.
Pensa che la fantascienza l'ho trattata in classe proprio l'altro giorno... :-)
Intanto, ti lascio il mio nuovo link, se ti va...
www.fabioletterario.wordpress.com
Il problema della fantascienza è che è un genere totalmente chiuso agli autori italiani. Nessun editore pubblica fantascienza "nostrana", a parte l'Urania e qualche caso raro.
Per il fantasy era più o meno la stessa cosa, soltanto Harry Potter e altri titoli fortunati hanno reso il genere così in voga da permettere l'apertura agli italiani.
Ora bisogna sperare che qualche americano scriva una serie di best seller di fantascienza, e improvvisamente si aprirà qualche porta anche per noi.
Io comunque sconsiglio sempre di scrivere fantascienza, ed effettivamente trovo che il livello della letteratura di genere (non solo fantascienza) sia piuttosto bassino e non mi stupisco che i lettori cerchino autori stranieri.
Simone
@Simone:
Approvo tutto ciò che dici ^_^ Comunque io mi riferivo alla fantascienza in generale e non solamente a quella scritta da autori italiani.
Bell'articolo Glauco, complimenti...
Io da un po' di anni sento la banalità secondo cui "la fantascienza è di sinistra e il fantasy di destra". Magari un minimo di verità c'è anche, facendo un rapido scan della società italiana.
A parte quest'annotazione un po' OT, secondo me la tua teoria non è poi così sbagliata, anzi.
Eppure il fantasy mi sembra tanto uno sfuggire alla realtà, più che affrontarla.
Lo so perchè in passato mi facevo anch'io delle "pere" di fantasy per volare via dai problemi concreti e reali (la malattia di papà, alcuni problemi con amici e donne etc etc).
La fantascienza invece stimola riflessioni profonde sulla nostra società (almeno, quella scritta bene).
E, purtroppo, l'uomo medio del terzo millennio mi dà l'idea di preferire una fuga, piuttosto che un confronto diretto coi problemi che ci stanno affossando.
Espandiamo il discorso: videogames, fantasy, ma anche facebook, chat, un tempo second life, filmoni sempre più "cartoonistici"... sono tutti ottimi modi per fuggire dalla realtà.
Non che ha volte sia un male, intendiamoci.
Ecco, il fantasy, insieme al teen-fantasy/teen-horror che va tanto di moda, mi sembra il modo più rapido per idealizzare mondi sicuramente ricchi di valori e sentimenti, ma impossibili e inverosimili.
Se vuoi un commento meno emotivo, da scrittore, di posso dire che a mio parere la salvezza della fantascienza sta nel recuperare il suo ruolo "sociale": non più astronavi e guerre tra i mondi, bensì storie che ipotizzano, nel bene e nel male, il futuro di questa nostra infausta razza umana.
Un'altra soluzione sono le ibridazioni: fantascienza mischiata a fantasy, oppure a thriller e noir. Non per niente uno dei pochissimi scrittori di SF che se la passa alla grande è Morgan, che mischia fantascienza a tematiche noir.
Lasciando un momento da parte il discorso generale, devo dire che negli ultimi anni molti concorsi (alcuni storici) sono stati chiusi, ma ne sono anche stati creati altri.
Se ci pensi, questo e' abbastanza normale, considerando che un concorso gestito da un volontario (o da un piccolo gruppo) puo' facilmente sparire quando quella persona si ritrova con troppo poco tempo a disposizione.
Se guardi qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Premi_letterari_della_narrativa_fantastica
vedi che in effetti di premi in esistenza ancora ce ne sono.
Una discorso a parte va fatta per i premi della Delos: da quello che ho capito, la decisione di accorpare fs & fantasy in unico premio sembra essere legata piu' a un problema di risorse della casa editrice (del tipo che non ce la facevano a leggere tutto) che a un discorso di crisi della fs. Fra l'altro, questi problemi hanno anche comportato l'annullamento del premio FantasyMagazine 2006, che non si spiegherebbe in termini di "fantasy vince, fs perde" (http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=6726&postdays=0&postorder=asc&start=420&sid=0f7bd268a5aa023ea413cfaaf8b9c68a).
Le URL del mio commento, in forma umana:
Premi letterari della narrativa fantastica
Annullamento premio
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