Giovedì 29 Maggio, ore 19.
Arrivo in
osteria, in contemporanea a Max, che parcheggia proprio di fronte all'ingresso del locale. Ci salutiamo, mi presenta suo padre. Prendiamo le attrezzature, il portatile e la cassa per il microfono, e scendiamo di sotto per sistemare tutto quanto. Ci accoglie Rossella, splendida come sempre.
Facciamo due chiacchiere veloci poi, ognuno si mette al lavoro. Io e Max "alla console", lei a coordinare il personale dell'osteria per fare in modo che tutto sia pronto. Pochi minuti più tardi arriva Luca. Lui ha il microfono e il treppiede.
Ok, siamo quasi pronti, dobbiamo solo provare l'audio. Cassa accesa, microfono in mano e...
panico?Il microfono ha un jack da 3.5mm. La cassa ha un ingresso da 5mm. Chi ha l'adattatore?
Indovinate...
Ok, panico!
Sono le 19e29. Max dice: «Corriamo a comprarlo!»
Di corsa, usciamo dall'osteria e ci dirigiamo verso un negozio di fotografia lì vicino. Chiuso! Dietro front. Rotta verso
Piazza Maggiore. Anche la Comet è chiusa... arriva l'illuminazione... E' giovedì. I negozi, al pomeriggio, sono chiusi. Disperazione, panico, fiatone, sudore...
Poi giunge il ricordo della
Mondadori. Quella chiude alle otto ed è sempre aperta. Hanno pure un settore dedicato ai computer.
Di corsa, avanti. March!
Arriviamo alla libreria, entriamo. Settore computer. Cerca... cerca... cerca... non c'è! Disperazione, panico, fiatone, sudore...
Il commesso ci viene in soccorso «Ho questo! Se vi interessa...»
Un microfono da nove euro. Dentro la confezione, c'è l'adattatore che tanto bramiamo. In un istante, il microfono è nostro. Usciamo dalla libreria ringraziando tutti, baciandoli sulle guance, riconoscenti come se avessero salvato la razza umana dall'invasione aliena delle
Pennette alla Genovese.
Alle otto siamo di nuovo in osteria. Il tempo stringe ma non abbiamo il tempo per pensarci. La gente sta già cominciando ad arrivare. Gli altri scrittori, le altre "Penne". Saluti rapidi, veloci. Sono sudato da capo a piedi. Ma non c'è tempo. Arriva Diana, vede il microfono, lo prova, scuote la testa... aiuto!
Alla fine decide di parlare senza microfono. Bene! Via il microfono, via la cassa. Non c'è tempo per pensare alla corsa che è stata fatta, c'è un nuovo problema. Le musiche. Abbiamo il cd... ma lo stereo non è facilmente comandabile dal punto in cui si trova Diana. Panico... di nuovo. Diana ha il volto preoccupato... ha lavorato fino a notte fonda per preparare i monologhi... e ora c'è quest'impiccio. Va bé... smonta lo stereo, portalo vicino al "palco". Ma non ci arrivano i cavi. Riporta lo stereo indietro. «Usiamo il portatile!» Ci proviamo ma l'audio è pessimo... non è adatto alle dimensioni del locale... è un portatile, in fondo. Disperazione, panico, fiatone, sudore...
Arrivano Maz e Olga. Li accolgo come posso. Facciamo due chiacchiere veloci, poi sono costretto ad abbandonarli. Loro, comunque, sembrano a proprio agio. Fanno due chiacchiere con
Rossana e
Luca. Sono in buone mani. Ogni tanto mi scappa l'occhio. Li vedo sfogliare i libri, bere un goccio di vino, chiacchierare...
Decidiamo per usare lo stereo. Verrà comandato con delle
staffette. Ovvero, Diana farà dei cenni ad una persona nascosta, che col telecomando piloterà lo stereo...
Tempo scaduto, la gente sta entrando. Ho bisogno di bere. Controcorrente salgo le scale, all'ingresso viene servito l'aperitivo. Fuori ci sono ancora i fumatori... Prendo un bicchiere di bianco. Buono, veramente buono. Ma non ho neppure il tempo di guardare che vino è. Ridiscendo.
Gli ospiti si stanno sedendo nella piccola platea organizzata per l'occasione. Pochi minuti ancora...
Max entra in scena per presentare il gruppo... Ricordo a memoria quelle parole, parole che disse anche a noi future "Penne", quando ancora eravamo una immagine evanescente nella sua mente.
Un discorso carico di energia e motivazioni. Non manca la citazione presa da Goethe (un giorno la posterò su questo blog).

Cambio di scena. Esce Max, entrano Diana e
Leonardo.
Leonardo, ottimo anfitrione, introduce i vari testi. Diana legge dei brevi brani di ognuno di loro. Passa il tempo. Io, seduto sugli scalini, osservo ciò che accade dall'altro lato dell'osteria. Il ragazzo che comanda lo stereo, i messaggi di Max, che chiama disperato Nicola per risolvere dei problemi col portatile, che fa OK strizzando l'occhio, che osserva attentamente Diana mentre legge. Osservo gli spettatori. Alcuni parlano tra loro, altri ascoltano assorti, altri ancora guardano l'orologio, ma solo per un istante, perché poi lo spirito di Leonardo li fa ridere. Uno, ogni tanto, lo vedo che crolla e si addormenta. Chissà... veniamo tutti da una giornata di lavoro, non voglio dare giudizi, io stesso sono stanchissimo e le membra stanno cominciando a rilassarsi tutte in una volta.
Arriva il mio
31 Ottobre, non so proprio come lo interpreterà Diana. Ascolto, assorto. L'interpretazione è diversa da quella che mi aspettavo ma... caspita, è veramente brava.
Scorrono tutti i libri, nessuno sembra annoiato, nessuno sembra avere voglia di andare via. E' vero che fuori diluvia, ma neppure la gente in piedi alle mie spalle scalpita. Un successo?
Non mancano i momenti caserecci... la musica non parte. Diana che si sbraccia inutilmente e, alla fine, è costretta a riportare all'ordine la nostra staffetta... «La Musicaaaa!» Ridiamo tutti. Sembriamo una grande famiglia. Tante persone diverse, tutte raccolte in un unico luogo per ascoltare...
musica e parole.La seconda parte della serata è dedicata ai commenti, le chiacchiere, le tigelle, le crescentine, il prosciutto, il salame, i formaggi e la piadina. Vino bianco e rosso. Si mangia, si parla, si ride. Max introduce alcune ragazze, scrittrici, che entreranno nel gruppo. Chiacchiere, complimenti, i fiori per Diana, i complimenti, ancora, altre chiacchiere. Le bocche piene, i profumi dei salumi e del vino rosso. I progetti futuri, i filmati da mettere online, le foto, altre chiacchiere. Il tempo passa e nessuno sembra rendersene conto. Poi, a sorpresa... eccole!
Le Penne alla Bolognese.
Massimo e Rossella ci portano delle penne al ragù, leggermente piccanti... Buone! Al dente... come vogliamo essere noi, che lasciano quel leggero pizzicorino che non si dimentica. Le vere
Penne alla Bolognese. Il giusto epilogo della serata... ma è l'epilogo?
Venerdì 30 Maggio, ore 1e03.
Siamo in tre, alla fermata del 13. Guardiamo il tabellone dell'ATC, l'ultima corsa era alle ore 0e56... l'ultimo autobus è già passato. Nicola scuote la testa, poi dice «Taxi!»
Siamo tutti d'accordo. La stanchezza è tanta e nessuno ha intenzione di farsi la scarpinata fino a Borgo Panigale. Saliamo sul taxi poco più tardi, lo abbiamo raggiunto a piedi. Una Peugeot guidata da un tassista con un accento bolognese vivo, vero. Era tanto che non sentivo un accento così.
Alle due sono sul mio letto. Luce spenta... la sveglia è per le sei e mezza... questo sì che è l'epilogo.