sabato 31 maggio 2008

Esperienze in Giallo

Oggi voglio segnalarvi un concorso. L'ho trovato qui (bando completo) e potrebbe far brillare tutti coloro che amano il giallo e che hanno un manoscritto nel cassetto.

Il Premio Letterario città di Fossano è rivolto a scritti inediti, ovviamente gialli o thriller. Il vincitore riceverà il Segnalibro d'oro ed un contributo di 1.000 €. A discrezione delle Giurie esaminatrici potrà essere assegnato un premio speciale, il "Segnalibro d'argento" e un contributo di 500 € al miglior testo prodotto da scrittori di età non superiore ai 16 anni.

Ovviamente, il concorso è gratuito ed è aperto a tutti. I racconti dovranno essere inediti, in lingua italiana, e di una lunghezza non superiore a 72000 battute spazi compresi.

Gli elaborati dovranno pervenire in 7 copie stampate più file formato MS-Word, salvato su CD, entro il 13 Luglio 2008 alla:

Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano
Segreteria del premio "Esperienze in Giallo"
Via Roma 122 - 12045 Fossano (CN).

I concorrenti dovranno allegare, in apposita busta e non sugli elaborati, le seguenti informazioni: nome e cognome dell'autore, data di nascita, indirizzo, città di residenza, recapito telefonico ed eventuale e-mail.

Per informazioni, potete scrivere a questo indirizzo: info@esperienze.it

Che aspettate?


venerdì 30 maggio 2008

On Air 3... La Registrazione!

Ricordate questa intervista? Si, proprio quella su Radio Montecarlo.

Beh... ora, cliccando qui, potrete ascoltarla.

Aggiornamento del 31/05/2008:
Sembra che il link al file audio dell'intervista sia difettoso, ho già segnalato la cosa alla radio, nel frattempo, visto che so che siete impazienti, ho pensato di riportare qui l'intervista.





Aggiornamento del 04/06/2008:
Link ripristinato. Ora potrete ascoltare l'intervista direttamente dal blog di Luisella Berrino.



About me

Chi è Glauco Silvestri? No, non vi ripeterò quanto è scritto sul mio sito (qui). Ciò di cui voglio parlare è del me medesimo di oggi 30 maggio.

Ecco, oggi sono piuttosto stanco.

Stanotte ho dormito poche ore e, lo ammetto, eviterei volentieri discussioni e dibattiti, perché non sono proprio in grado di affrontarli.

Per questo motivo, oggi, mi son preso la briga di rendere privato un post che cominciava a pesare sul groppone a causa dei commenti che arrivavano. Ovviamente, non tutti i commenti ricevuti. Alcuni... erano comunque commenti gentili ma, invece di focalizzare l'attenzione sul topic del post, focalizzavano l'attenzione su di me, sul mio metro di giudizio.

Era la recensione del libro di un esordiente.

Sapete come sono le mie recensioni... e quindi non starò a giustificarmi per ciò che scrivo in esse. Sono opinioni del tutto personali e accetterò sempre chi mi dice che non è d'accordo con me... ma certo non cambierò il mio metro di giudizio per loro, così come non pretendo che loro cambino il loro metro di giudizio a causa mia.

Non è censura. Sono solo fisicamente stanco stanco, cerebralmente stanco. Non vedo l'ora di andare a casa e spaparanzarmi sul divano. Non avendo voglia di battere e ribattere all'infinito, non volendo però ignorare esplicitamente chi mi commenta... ho deciso, per semplicità, di agitare la mia bacchetta magica e... Puf! Il post non c'è più. Forse è una azione un po' drastica ma... Pazienza! Tanto su quel libro ci sono tantissime altre recensioni in giro.

Perdonate l'impulsività, se potete. Sono un gemelli, a giorni alterni agisco o con impulsività, o con raziocinio. Questo sono io. Prendere o lasciare.



Penne alla Bolognese, the day after.

Giovedì 29 Maggio, ore 19.

Arrivo in osteria, in contemporanea a Max, che parcheggia proprio di fronte all'ingresso del locale. Ci salutiamo, mi presenta suo padre. Prendiamo le attrezzature, il portatile e la cassa per il microfono, e scendiamo di sotto per sistemare tutto quanto. Ci accoglie Rossella, splendida come sempre.
Facciamo due chiacchiere veloci poi, ognuno si mette al lavoro. Io e Max "alla console", lei a coordinare il personale dell'osteria per fare in modo che tutto sia pronto. Pochi minuti più tardi arriva Luca. Lui ha il microfono e il treppiede.
Ok, siamo quasi pronti, dobbiamo solo provare l'audio. Cassa accesa, microfono in mano e... panico?

Il microfono ha un jack da 3.5mm. La cassa ha un ingresso da 5mm. Chi ha l'adattatore?

Indovinate...

Ok, panico!

Sono le 19e29. Max dice: «Corriamo a comprarlo!»
Di corsa, usciamo dall'osteria e ci dirigiamo verso un negozio di fotografia lì vicino. Chiuso! Dietro front. Rotta verso Piazza Maggiore. Anche la Comet è chiusa... arriva l'illuminazione... E' giovedì. I negozi, al pomeriggio, sono chiusi. Disperazione, panico, fiatone, sudore...

Poi giunge il ricordo della Mondadori. Quella chiude alle otto ed è sempre aperta. Hanno pure un settore dedicato ai computer.

Di corsa, avanti. March!

Arriviamo alla libreria, entriamo. Settore computer. Cerca... cerca... cerca... non c'è! Disperazione, panico, fiatone, sudore...
Il commesso ci viene in soccorso «Ho questo! Se vi interessa...»
Un microfono da nove euro. Dentro la confezione, c'è l'adattatore che tanto bramiamo. In un istante, il microfono è nostro. Usciamo dalla libreria ringraziando tutti, baciandoli sulle guance, riconoscenti come se avessero salvato la razza umana dall'invasione aliena delle Pennette alla Genovese.

Alle otto siamo di nuovo in osteria. Il tempo stringe ma non abbiamo il tempo per pensarci. La gente sta già cominciando ad arrivare. Gli altri scrittori, le altre "Penne". Saluti rapidi, veloci. Sono sudato da capo a piedi. Ma non c'è tempo. Arriva Diana, vede il microfono, lo prova, scuote la testa... aiuto!
Alla fine decide di parlare senza microfono. Bene! Via il microfono, via la cassa. Non c'è tempo per pensare alla corsa che è stata fatta, c'è un nuovo problema. Le musiche. Abbiamo il cd... ma lo stereo non è facilmente comandabile dal punto in cui si trova Diana. Panico... di nuovo. Diana ha il volto preoccupato... ha lavorato fino a notte fonda per preparare i monologhi... e ora c'è quest'impiccio. Va bé... smonta lo stereo, portalo vicino al "palco". Ma non ci arrivano i cavi. Riporta lo stereo indietro. «Usiamo il portatile!» Ci proviamo ma l'audio è pessimo... non è adatto alle dimensioni del locale... è un portatile, in fondo. Disperazione, panico, fiatone, sudore...

Arrivano Maz e Olga. Li accolgo come posso. Facciamo due chiacchiere veloci, poi sono costretto ad abbandonarli. Loro, comunque, sembrano a proprio agio. Fanno due chiacchiere con Rossana e Luca. Sono in buone mani. Ogni tanto mi scappa l'occhio. Li vedo sfogliare i libri, bere un goccio di vino, chiacchierare...

Decidiamo per usare lo stereo. Verrà comandato con delle staffette. Ovvero, Diana farà dei cenni ad una persona nascosta, che col telecomando piloterà lo stereo...
Tempo scaduto, la gente sta entrando. Ho bisogno di bere. Controcorrente salgo le scale, all'ingresso viene servito l'aperitivo. Fuori ci sono ancora i fumatori... Prendo un bicchiere di bianco. Buono, veramente buono. Ma non ho neppure il tempo di guardare che vino è. Ridiscendo.
Gli ospiti si stanno sedendo nella piccola platea organizzata per l'occasione. Pochi minuti ancora...

Max entra in scena per presentare il gruppo... Ricordo a memoria quelle parole, parole che disse anche a noi future "Penne", quando ancora eravamo una immagine evanescente nella sua mente.
Un discorso carico di energia e motivazioni. Non manca la citazione presa da Goethe (un giorno la posterò su questo blog).
Cambio di scena. Esce Max, entrano Diana e Leonardo.
Leonardo, ottimo anfitrione, introduce i vari testi. Diana legge dei brevi brani di ognuno di loro. Passa il tempo. Io, seduto sugli scalini, osservo ciò che accade dall'altro lato dell'osteria. Il ragazzo che comanda lo stereo, i messaggi di Max, che chiama disperato Nicola per risolvere dei problemi col portatile, che fa OK strizzando l'occhio, che osserva attentamente Diana mentre legge. Osservo gli spettatori. Alcuni parlano tra loro, altri ascoltano assorti, altri ancora guardano l'orologio, ma solo per un istante, perché poi lo spirito di Leonardo li fa ridere. Uno, ogni tanto, lo vedo che crolla e si addormenta. Chissà... veniamo tutti da una giornata di lavoro, non voglio dare giudizi, io stesso sono stanchissimo e le membra stanno cominciando a rilassarsi tutte in una volta.
Arriva il mio 31 Ottobre, non so proprio come lo interpreterà Diana. Ascolto, assorto. L'interpretazione è diversa da quella che mi aspettavo ma... caspita, è veramente brava.
Scorrono tutti i libri, nessuno sembra annoiato, nessuno sembra avere voglia di andare via. E' vero che fuori diluvia, ma neppure la gente in piedi alle mie spalle scalpita. Un successo?
Non mancano i momenti caserecci... la musica non parte. Diana che si sbraccia inutilmente e, alla fine, è costretta a riportare all'ordine la nostra staffetta... «La Musicaaaa!» Ridiamo tutti. Sembriamo una grande famiglia. Tante persone diverse, tutte raccolte in un unico luogo per ascoltare... musica e parole.

La seconda parte della serata è dedicata ai commenti, le chiacchiere, le tigelle, le crescentine, il prosciutto, il salame, i formaggi e la piadina. Vino bianco e rosso. Si mangia, si parla, si ride. Max introduce alcune ragazze, scrittrici, che entreranno nel gruppo. Chiacchiere, complimenti, i fiori per Diana, i complimenti, ancora, altre chiacchiere. Le bocche piene, i profumi dei salumi e del vino rosso. I progetti futuri, i filmati da mettere online, le foto, altre chiacchiere. Il tempo passa e nessuno sembra rendersene conto. Poi, a sorpresa... eccole!

Le Penne alla Bolognese.

Massimo e Rossella ci portano delle penne al ragù, leggermente piccanti... Buone! Al dente... come vogliamo essere noi, che lasciano quel leggero pizzicorino che non si dimentica. Le vere Penne alla Bolognese. Il giusto epilogo della serata... ma è l'epilogo?

Venerdì 30 Maggio, ore 1e03.

Siamo in tre, alla fermata del 13. Guardiamo il tabellone dell'ATC, l'ultima corsa era alle ore 0e56... l'ultimo autobus è già passato. Nicola scuote la testa, poi dice «Taxi!»
Siamo tutti d'accordo. La stanchezza è tanta e nessuno ha intenzione di farsi la scarpinata fino a Borgo Panigale. Saliamo sul taxi poco più tardi, lo abbiamo raggiunto a piedi. Una Peugeot guidata da un tassista con un accento bolognese vivo, vero. Era tanto che non sentivo un accento così.
Alle due sono sul mio letto. Luce spenta... la sveglia è per le sei e mezza... questo sì che è l'epilogo.



giovedì 29 maggio 2008

Era una notte buia e tempestosa...


Anche Linus veniva rifiutato dagli editori... ma lui non si è mai scoraggiato!


Quasi fuori tempo massimo...

Lo so... lo so... di solito sono più bravo a segnalare i grandi eventi a cui non si deve mancare... ma son giorni complicati. Rogne con un pagamento in carta di credito, problemi con internet sul lavoro, problemi con la posta elettronica a casa... le solite scuse.

Ad ogni modo, eccomi qui a segnalarvi due grandi eventi:
  • ml-libri 2008, ovvero la Festa dei Piccoli e Medi Editori a Milano. C'è oggi... per cui, solo i milanesi che mi leggono saranno in grado di fare un salto a visitarla. Merita davvero. All'evento saranno presenti 36 nomi dell'editoria medio-piccola, a partire dagli stra-noti Marcos y Marcos e Sironi, a nomi meno conosciuti come babalibri. Il programma della giornata lo potete consultare cliccando qui, le istruzioni per raggiungere il luogo dell'evento, invece, le trovate qui (con tanto di mappa).
  • Inaugurazione delle Penne alla Bolognese. Anche questo evento si svolge oggi, per la precisione stasera, a Bologna, presso l'Osteria delle Donzelle. Il programma della serata lo potete leggere qui. Sarò presente anche io, con il mio 31 Ottobre. Per raggiungere l'osteria, potete consultare questa mappa. Prometto che sarà una bella serata e, se i libri che verranno introdotti non vi piaceranno, beh, potrete comunque consolarvi con le ottime cibarie.
Vorrei, inoltre, segnalarvi il post del gentilissimo Alex, che ancora una volta ha voluto spendere due paroline su di un mio ebook, Poker, racconto "zombesco" scaricabile gratuitamente. Sono paroline lusinghiere e... beh, avendo incluso il mio racconto in un elenco di titoli molto più importanti, direi anche molto generose.

Chiedo ancora umilmente scusa per il ritardo imperdonabile nel segnalarvi gli eventi in oggetto... beh, per lo meno, la fiera di Milano, visto che dell'evento delle penne, in realtà, avevo già ampiamente parlato (eh..eh..eh..).


mercoledì 28 maggio 2008

Qualche scatto dal passato...

Non so se, ogni tanto, i miei cari lettori vanno a curiosare nei miei album fotografici. Io, da parte mia, quando sono ispirato, li aggiorno sempre volentieri, aggiungendo anche foto provenienti dai miei viaggi passati e strapassati.

Oggi, giusto per staccare un poco la spina dall'argomento principe di questo blog, ho deciso di attirare la vostra attenzione su tre nuovi album messi online e, sulle mie foto più recenti.
  • Mont St. Michel: Qualche scatto fatto nel 1999, durante un tour che attraversava tutta la Francia del nord.
  • Lisbona: Ci ho passato una settimana scarsa, nel 2001. Peccato che era piena di cantieri per la realizzazione della metropolitana ma, è comunque una splendida città.
  • Oporto (nota anche come Porto): Sempre nel 2001, la mia seconda tappa portoghese. Questa città aveva catturato la mia attenzione per via delle cantine in cui viene prodotto il famoso vino Portoghese. Una bellissima esperienza.
  • Perugia: La mia ultima gitarella. Vi avevo già segnalato questo book ma, per i ritardatari... non si sa mai.
Ovviamente, è possibile consultare tutti i miei Album fotografici in ogni momento, o cliccando qui, o cliccando nella sidebar, alla voce 'Foto'.



martedì 27 maggio 2008

Giovedì 29 Maggio: Il Programma

Le Penne alla Bolognese, si presenteranno al pubblico per la prima volta Giovedì 29 Maggio, a Bologna, presso l'Osteria delle Donzelle.

La serata avrà inizio alle 20e15.
I presenti potranno brindare con un calice di vino e accogliere gli autori con il calore tipico dell'osteria.

Alle 20e45 avrà inizio la lettura di alcuni estratti dai libri degli autori. La lettura verrà eseguita dalla voce esperta di Diana Saponara.

Di seguito alle letture, per coloro che vorranno rimanere, sarà possibile assaggiare un menù dedicato ai taglieri, un menù ricco di affettati di qualità, formaggi gustosi, crescentine e tigelle.

Il prezzo della cena sara' di 15.00 euro senza vino, 20.00 euro con il vino.

Partecipate... partecipate... partecipate...



La fata che verrà...

In questi giorni, oltre che a lavorare assiduamente all'editing finale di un romanzo che voglio inviare ad un concorso (con premio la pubblicazione gratuita*), ho cominciato la stesura di una nuova storia.

E visto che la storia ha "presa" sul mio inconscio creativo, tanto da spingermi a scrivere tre capitoli in un solo giorno, ho deciso di introdurla su questo blog.

Il titolo è ancora 'molto' provvisorio e preferisco non citarlo. Ma il personaggio principale è una fata. Si, una fata! Ma il libro non sarà un libro per bambini. Sarà una sorta di fantasy adulto che camminerà in equilibrio sulla fune che separa il mondo della fantasia con il mondo della realtà. Un po' come il Peter Pan interpretato da Robin Williams.

Non voglio svelare troppo della storia, per non rovinare la sorpresa ma, voglio comunque presentarvi i personaggi principali:
  • Ersilia, la fata, il personaggio principale. E' la classica fatina che vedete ritratta nei racconti per bambini, piccolina a tal punto da riuscire a sedersi sul petalo di una margherita; con due ali trasparenti sulle spalle, capelli scuri, folti, vaporosi; viso innocente con occhioni grandi color nocciola;
  • Algius è il cattivo di turno. Non lo vedremo mai in azione ma le sue trame si stenderanno di nascosto come le ragnatele tessute da un grosso ragno predatore. Algius si circonda di piccole creature demoniache create da lui stesso, le usa per i suoi scopi, e per mantenere in ordine il proprio antro;
  • Marta è la migliore amica di Ersilia. Ma non è una fata. E' una ragazza normale, universitaria. Alta, magra, un po' dinoccolata.
  • Marcello è invece...
Beh, non voglio svelare altro.
La storia sarà ambientata, credo in un mondo non dissimile dal nostro ma non nel nostro mondo. Quindi non ci sarà una città "vera" ad ospitare le vicende di questa storia. Inventerò tutto di sana pianta... per una volta, abbandonerò l'eccesso di realismo, e di dettagli descrittivi, che qualcuno** ha sapientemente criticato nei miei scritti precedenti. Ma non è un cambio di rotta generale. E' solo una scelta fatta per questa storia... visto che coinvolgerà il mondo fatato, anche le città saranno città di fantasia.

[Off Topic]
E' uscita ieri la segnalazione del mio 31 Ottobre, sul blog di Luisella Berrino, la dj di Radio Montecarlo che mi ha intervistato qualche giorno fa. Ahimè, al contrario di altri interventi, il mio non ha il link allo streaming dell'intervista. Peccato!.



*ho chiesto permesso all'organizzazione di divulgare il bando ma, per ora non ne ho avuto l'autorizzazione.
**recensioni apparse su riviste locali e, recensioni mai pubblicate perché il libro non è stato ritenuto meritevole.


sabato 24 maggio 2008

La Penna Bagnata...

Ieri sera, ancora spossato dalla trasferta lavorativa del giovedì e dalla giornata in ufficio, mi son fatto coraggio e, invece di abbandonarmi sul comodo sofà di casa, mi sono armato di ombrello e volantini per fare un poco di pubblicità alla inaugurazione de "Le Penne Alla Bolognese".
Pioveva che Dio la mandava.
E più mi allontanavo da casa, più l'acqua sembrava cadere con maggiore violenza. Fortuna che l'autobus era quasi vuoto e che il centro storico di Bologna è tutto percorso da portici asciutti.
Sceso alla fermata di fronte al bar Gamberini, mi sono armato di pazienza, ho raccolto le ultime energie, e ho cominciato la questua. Non avendo un numero infinito di volantini, ho fatto il giro dei bar e delle pasticcerie. La mia speranza era di catturare l'attenzione di coloro che solitamente frequentano quei luoghi per un aperitivo post-lavorativo.
Un giro di un'ora.
Via Ugo Bassi, Via Rizzoli, Via d'Azeglio, il "Pavaglione", Via Indipendenza.
Alla fine del giro ho pensato di fermarmi all'osteria per rivedere Massimo e Rossella. E per stare all'asciutto...

Scendo le scale dell'osteria, non c'è nessuno. Il locale è aperto. Chiedo: «Permesso?»
Non risponde nessuno... vado fino al banco, guardo furtivamente in cucina... dove sono finiti tutti?
Poi ecco sbucare Rossella, col suo solito sorriso smagliante.
Facciamo due chiacchiere, i volantini, news dalle altre penne...
Arriva Massimo. Mi racconta del disastro. Sono stati chiusi tre giorni per colpa della pioggia, sono rimasti allagati: 10, forse 15 centimetri d'acqua. Un disastro e un lavorone per risistemare il locale.
Continuiamo con le chiacchiere, arrivano Paolo e Carlotta, che preparano le attrezzature per cantare del vivo. Vengo presentato. Mi faccio convincere a rimanere all'osteria per la cena e, così, mangiando con loro, facciamo conoscenza.
Ascolto un loro cd, musiche che ricordano il Fado, parliamo dei loro interessi, del mio libro. Rossella mi convince a leggere qualche pagina... che poi diventano il primo e il secondo capitolo. Piace... li cattura...
Ma la serata è piuttosto morta. Il locale è vuoto, giusto una famiglia con un bambino che però sono rimasti a mangiare all'esterno. Carlotta e Paolo non cominciano neppure a lavorare. Che strana serata... non c'è proprio nessuno.
Facciamo altre due chiacchiere, vengono le undici. La Band decide di tornare a casa. Ci salutiamo. Io rimango qualche altro minuto a discutere dell'organizzazione per il 29... c'è così poco tempo.

Arrivo a casa a mezzanotte. Spossatissimo. Mi getto sul letto ma sono troppo stanco per addormentarmi. Mi ruzzolo un po' tra le coperte. Accendo la tele. TV7 parla del nucleare. Ascolto le voci, comincia a cadermi la palpebra... spengo la tele e mi addormento. Ma è un sogno agitato... alle sette e mezza sono già sveglio...

Stamattina, facendomi la barba, ho guardato le mie occhiaie... sembro un Panda!


venerdì 23 maggio 2008

Sherlock Holmes...

Ho un tarlo nella mente. Perché Il Desiderio di Mordere ha tantissimi download (va bé, uno/due al giorno) mentre gli altri due ebook, sono praticamente snobbati?

I tre ebook sono tutte e tre linkati sul mio sito, sono tutti e tre su issuu, sono tutti e tre su scheletri.
Non conto la presenza de Il Desiderio di Mordere su ebookgratis.net (e di conseguenza anche su la tela nera) perché il download di quel portale non va ad influenzare il contatore che consulto normalmente. D'altra parte, ho chiesto a quel portale di inserire anche gli altri due ebook e sono in attesa di risposte...

Ma la domanda rimane sempre senza risposte. Da dove viene tanta popolarità? Possono essere le quattro recensioni che l'ebook ha ricevuto su dei blog amici (qui, qui, qui e qui)? Possono veramente influenzare così tanto?

E come ha fatto ad apparire su ebookhood (servizio di conversione di pdf in file txt da dare in pasto agli ipod)? e su Pagine Aperte?

Caspiterina... non capisco!


Off-topic:
Mi sono arrivati i volantini relativi all'inaugurazione delle "Penne alla Bolognese". Stasera li porto all'osteria, così comincerà il lavoro di advertising...

Off-off-topic:
Internet va e viene... non so se riuscirò a rispondere ai vostri commenti... sigh!



giovedì 22 maggio 2008

Kipple Editrice / Premio Kipple 2008

Era un po' di tempo che non segnalavo concorsi e, visto che qualche tempo fa, sul blog di Alex, si parlava di quanto la fantascienza sia bistrattata oggi (specie in Italia), ho deciso di cogliere due piccioni con una fava e di segnalarvi:
  1. Una casa editrice che pubblica fantascienza;
  2. Un concorso con la pubblicazione x premio finale, dedicato alla fantascienza.
Prima, però, devo ringraziare la preziosissima Artemisia per avermi segnalato questo concorso, che credo sarà succulento per molti dei miei cari lettori (anche le scadenze sono molto molto vicine).

Bene... partiamo.

Il premio è indetto dalla casa editrice Kipple, una casa editrice che si dedica esplicitamente alla Science Fiction con una collana piuttosto ricca, oltre che alla narrativa in genere e alla poesia. Basta leggere la pagina dedicata a loro stessi per capire quanto siano orientati al genere fantascientifico. In poche righe appaiono nomi altisonanti come Asimov, Ballard, Dick... e tanti altri ancora. La Kipple, però non si occupa solo di testi ma anche di illustrazioni... sempre legate al mondo della fantascienza, e/o eventualmente anche alla narrativa più classica.
Difatti, nella pagina dedicata agli esordienti, sono presenti due pulsanti. Uno per la fantascienza, uno per la narrativa. Nelle Faq si parla di trattative di distribuzione con Feltrinelli, Mondadori, Mel bookstore, Fnac, Coop e altri nomi... trattative che dicono dovrebbero già essere concluse (visto che riporta la data febbraio 2008... io li contatterei per avere maggiori informazioni).
Non ho trovato indicazioni sul fatto che il contratto di pubblicazione sia privo di contributi o meno. Consiglio di chiedere prima di inviare un manoscritto... ma in linea di massima, la Kipple ha tutte le carte in regola per essere una casa editrice da guardare con occhi attenti.

Ma passiamo al concorso. Il bando può essere scaricato direttamente cliccando qui.

Al concorso sono ammesse solo opere inedite, mai pubblicate su carta, neppure parzialmente (suppongo quindi che non si possano inviare documenti stampati in p.o.d.). I romanzi devono essere di lunghezza minima di 200 cartelle (60x30) e massima di 350 cartelle.
I romanzi devono essere rigorosamente di Fantascienza. No fantasy. Vengono predilette opere con contenuti a carattere sociale, fantapolitico, tecnologico (Hard Sf, cyberpunk, fantascienza sociologica etc etc).
Si può partecipare con più opere.

La quota di partecipazione è di 5 euro per ogni opera iscritta al concorso. Il pagamento deve essere fatto entro il 30 Maggio 2008.

I romanzi vanno spediti in un dattiloscritto all'indirizzo indicato nel bando, sempre entro il 30 Maggio 2008 (vale il timbro postale).

Le proprie generalità, con domicilio, numero di telefono e email devono essere indicate nel plico. Contestualmente, bisogna inviare una mail alla casa editrice con i propri dati e il documento (in formato .rtf o in .doc) all'indirizzo mail kol@kipple.it

Il vincitore verrà pubblicato nella collana Bibliotheka di Avatar.

Io sono fregato... tutti i miei scritti che avrebbero potuto partecipare, o sono già stati pubblicati in p.o.d. (però, ora son scomparsi da Lulu... perché per loro voglio disegnare un nuovo destino), o stanno già partecipando ad altri concorsi, o sono addirittura già stati pubblicati da un editore in tempi immemori.

Voi, però, sono sicuro che l'avete un manoscritto nel cassetto!


Note:
Questo post è un post programmato. Oggi sono ad Ancona per lavoro, per cui non potrò rispondere ai vostri commenti.


mercoledì 21 maggio 2008

Questa è... Struttura!

Come titolo di questo post, ho voluto catturare una breve frase pronunciata da Morpheus a Neo nel film dei fratelli Wachowski più famoso... Matrix.

Ma non è di cinema che voglio parlare.

Vorrei parlare di narrativa e, in particolare, di come si imbastisce una storia di lungo respiro. Chi mi conosce da lungo tempo, ormai, sa che scrivo di getto. Che anche nei romanzi più lunghi riesco a scrivere le vicende dei vari personaggi senza perdermi e, allo stesso tempo, lasciando alla storia una certa libertà evolutiva e non costringerla all'interno di schemi prestabiliti.

Esistono però narratori che, prima di scrivere una sola riga, hanno già stabilito tutto quanto dovrà accadere nella storia. Si costruiscono uno "Schema complessivo", una struttura ad albero in cui sono contenuti tutti i particolari che rendono completa la loro opera.
Queste strutture, solitamente, racchiudono delle schede conoscitive dei personaggi, delle schede descrittive delle ambientazioni e, delle brevi sinossi di ogni capitolo del futuro romanzo.
Sono strutture complesse che ogni scrittore fa a suo modo. C'è chi usa una miriade di post-it e bigliettini. C'è chi costruisce una struttura ad albero complessa quanto lo schema logico di un circuito elettronico. C'è chi usa Excel... insomma, ognuno ha il suo metodo.

In passato vi presentai un software che poteva ovviare in parte alla necessità di possedere una struttura. Questo software si chiama "CeltX" e, per quanto sia nato per la realizzazione di spettacoli teatrali o cinematografici/televisivi, si adatta in modo adeguato anche alle eventuali necessità di uno scrittore. Esso permette di costruire delle schede personaggio, permette di raccogliere fonti di informazione esterne, dai pdf ai link su internet, ed è allo stesso tempo un editor di testo abbastanza evoluto. Il programma è multipiattaforma (Linux, Windows e Mac) ed è gratuito.

Ma, a cosa serve uno schema?

Lo schema serve principalmente a ricordare la struttura del racconto. Quando si intende scrivere un romanzo di lungo respiro non è facile tenere tutto a mente. E' complicato ricordare la morfologia di tutte le ambientazioni, è complicato ricordare il carattere e al fisionomia di tutti i personaggi, è complicato ricordare ogni dettaglio di ciò che si è già raccontato nei capitoli già scritti. La struttura serve a tenere il filo di tutto quanto e, ad aiutare a non cadere in errori che potrebbero compromettere il risultato finale del lavoro dello scrittore.

Difatti, quando dico che scrivo di getto, in parte, racconto una bugia. Una bugia perché ho la fortuna di avere un'ottima memoria creativa e di riuscire a ricordare tutto quanto mi è necessario per la stesura dei miei testi. In pratica, invece che mettere la struttura su carta, la tengo a mente. E' tutta nella mia testolina ma... la struttura c'è comunque.

Con Justice, poi, mi sono scontrato con la cruda realtà. Avendo deciso di scrivere un romanzo con una ambientazione storica, ho cominciato ad avere dei problemi... e ad avere la necessità di utilizzare un supporto fisico in cui incamerare i risultati delle mie ricerche, le mappe navali, e tutto ciò che mi serviva e che non potevo memorizzare "fotograficamente". Per Justice mi sono appoggiato a "CeltX". Ma in breve tempo mi sono accorto che, per quanto il programma fosse formidabile, ero costretto a possederne una copia installata su ogni computer con cui lavoro... un problema, visto che scrivo un po' ovunque. In breve tempo, quindi, mi sono costretto a scoprire i software online... come "Google Documents".

Con "Google Documents" ho subito avuto un word processor evoluto a disposizione ovunque io fossi e, a prescindere del computer a disposizione. Ma come risolvere la "mancanza" dei tool organizzativi che "CeltX" mi offriva?

Beh, alla fine ho deciso di costruirmi una "Struttura" con Excel, o meglio, con il foglio di calcolo offerto da "Google Documents". Per quanto il documento ancora non mi soddisfi appieno, ho già potuto collaudarlo con Il Desiderio di Mordere e con Poker. Per cui ho deciso di proporvelo anche qui sul blog.

Per l'occasione. Ho ipotizzato un breve racconto (che però non ho mai scritto) in cui il personaggio principale "Glauco", decide di andare al cinema ma, una volta giunto all'ingresso, pur avendo in mano il biglietto, viene fermato dalla "Maschera" e gli viene impedito l'ingresso. I particolari di questa storia, che si dovrebbe sviluppare in otto capitoli, sono contenuti nel file excel che vi potrete scaricare al link che troverete alla fine di questo post.

Il file contiene quattro pagine:
  • La prima pagina serve a definire l'idea. Contiene il titolo del racconto, la location e, una sinossi che ne descrive il contenuto.
  • La seconda pagina contiene le schede dei vari personaggi. Per ogni personaggio viene chiesto il nome, l'età, le caratteristiche, l'abbigliamento, il ruolo e tanto altro ancora.
  • La terza pagina è quella dedicata ai link esterni. Link internet, copia e incolla di documenti utili alla storia, etc etc.
  • La quarta pagina contiene la sinossi dei singoli capitoli. Questa pagina, in questo caso, è già completa. A volte io la riempo mano a mano che scrivo il romanzo, in modo da non essere intrappolato dalla struttura originale e da permettermi di fare cambiamenti anche grandi al corso degli eventi narrati.
Cosa dire ancora?

Avere una struttura della storia che si intende scrivere, sia essa mentale, cartacea o, ancora, informatica, è importante per la coerenza di quanto si sta per scrivere. E' importante perché permette una visione d'insieme, perché può focalizzare l'attenzione sui punti deboli dello scritto e, perché può aiutare ad evitare errori banali ma difficilmente perdonabili dal lettore.

Vi ho convinto? Beh, eccovi la Struttura dell'ipotetico racconto titolato Al Cinema: Cliccate qui.

Se poi decidete, come esercizio, di scrivere il racconto impostato nel file che avete scaricato, vi chiedo sin da ora se poteste spedirmene una copia... giusto per curiosità, visto che il personaggio principale sono io.



martedì 20 maggio 2008

Libri su chiavette USB

Beh, lo ammetto, questa non me la sarei mai aspettata. Ok agli ebook e agli audiolibri... ma questa poi, non me l'aspettavo!

La Bruno Editore propone per il suo Club autori Italiani la distribuzione degli ebook sotto forma di chiavette USB. Dotata di codice ISBN, la chiavetta dovrebbe essere distribuita, immagino, nelle librerie, edicole e in tutti i punti vendita ove normalmente troviamo i libri. Una idea interessante... non trovate?

Bruno Editore, si occupa di Manuali. Il sito non si chiama Autostima per caso. Difatti i manuali che vende sono diretti alla "costruzione" di un 'io' tale da ottenere il successo desiderato. Insomma... non si occupa certo di narrativa ma, mi ha incuriosito il sistema di distribuzione degli ebook che ha deciso di intraprendere.

Cosa pensare di questo sistema? Una chiavetta USB per ogni libro... gli ebook reader hanno le porte usb? Sono in grado di gestire le chiavette?
Se così fosse, anche chi non sente la necessità di avere un PC in casa (ne conosco...) non si troverebbe precluso al mercato degli ebook. Potrebbe essere la chiave di volta verso una diffusione massiccia dei libri in formato elettronico e, un boom commerciale per gli ebook reader.

D'altro canto... trovo che la soluzione delle chiavette, su larga scala, produrrebbe una grande quantità di "rifiuti elettronici"... milioni di chiavette che, una volta riversate nei capienti hard disk degli ebook reader, perderebbero di significato (e immagino che sarebbero inutilizzabili per altri scopi se non quello di tenere il libro nella propria pancia... un po' come alcuni cataloghi che arrivano in ditta in formato USB... le chiavette sono solitamente da 8, 16 Mega... piccolissime. E alcune di esse sono pure read-only).
Però... beh... gli alberi sarebbero felici perché non verrebbero più sacrificati in nome della cultura.

E se poi non fosse possibile riversare l'ebook comprato sull'hard disk? Oddio... allora si perderebbe la potenzialità di questo sistema... a meno che, in casa, non trasformassimo le librerie in "appendi chiavette". Boh!

Voi che ne pensate? Vi piacerebbe una diffusione dei libri in formato USB? Ce l'avete un ebook reader? Acquistereste libri in questo formato?

Sono proprio curioso di conoscere la vostra opinione in proposito.


PS.
Stamattina, all'orario dell'intervista, devo ammettere che mi sono girato dall'altra parte, ho abbracciato il cuscino e, sono tornato tra le braccia di morfeo. Che sonno che avevo...
Comunque, presto, l'intervista apparirà sul blog di luisella...


lunedì 19 maggio 2008

On Air... The Third Mission!

Drin Drin...

E' appena terminata la mia intervista radiofonica con RMC. La voce di Luisella mi ha accolto simpaticamente mentre, abbandonata la postazione di lavoro, mi sono imboscato per rispondere tranquillamente alle domande dell'intervistatrice.
L'impressione è sempre quella che vengano fatte poche domande, che l'intervista duri pochi secondi... il tempo sembra accelerare come un fulmine in quei momenti. Ma poi, al termine della chiacchierata, basta uno sguardo all'orologio per accorgersi che non è così.

Non vi anticipo nulla su ciò che ho detto durante l'intervista. Difatti, i lettori di questo blog scopriranno che non ho detto niente di nuovo per loro. D'altra parte, quelle apparizioni in radio servono ad introdurre il libro a possibili curiosi e, ciò impone che si affrontino più o meno sempre gli stessi argomenti.

Quando verrà trasmessa l'intervista? Domani, Martedì 20 Maggio, alle 6e45... per cui svegliatevi presto, non fate i pigroni. Le frequenze le trovate qui.



Oggi...

Ecco un po' di news post 16 maggio.
  • Oggi, tra le undici e le dodici, riceverò una telefonata da Luisella Berrino, di Radio Montecarlo, per registrare un'intervista. La sua trasmissione, che parla di libri, viene trasmessa il martedì e il venerdì alle 6e45. La registrazione della trasmissione verrà poi riportata anche sul blog della radio.
  • E' passata un pochino in secondo piano, a causa del black hole di venerdì, ma su Rivista Inutile è apparsa una recensione del mio 31 Ottobre, scritta dal simpatico Matteo Scandolin. Dice che c'è un po' di "americano" nel mio libro... ma non vi svelo troppo. Il nr.12 della rivista lo potete scaricare cliccando qui. Io sono in seconda pagina...
  • Su Scheletri sono apparsi i miei altri due ebook, Poker e Address. Ora potete scaricare i pdf (gratuitamente), oltre che da questo link, anche da qui. Sempre al riguardo dei miei ebook... l'impressione è sempre quella: L'horror tira molto di più della fantascienza. I click su Poker sono subito esplosi, quelli su Il desiderio di Mordere non cessano, mentre Address, il racconto di fantascienza, boccheggia e non decolla.



sabato 17 maggio 2008

Nobody's Soul is out there...

Mattina. Colazione da Mirella. Due chiacchiere, gli auguri di lei, l'uscita dal S'agapò. A Bologna c'è il sole, anche se in lontananza si vedono delle nuvole.
Torno a casa. Faccio un ripassino di quanto mi son proposto di raccontare alla presentazione. Preparo lo zaino.
Pranzo dai miei.
Mi faccio accompagnare alla stazione. Il treno arriva sul binario uno. Direzione Milano.
Due ore e qualche spicciolo, seduto comodo, a leggere e a guardare fuori dal finestrino. Parma, Piacenza, il Pò... quanto è affascinante il Pò.
Arrivo a Milano in perfetto orario. Vado nei bagni pubblici, mi rinfresco il visto e poi mi dirigo alla Metro.
Alle cinque sono davanti alla libreria.
Piove, piove,
viene il sole.
La Madonna raccoglie un fiore,
lo raccoglie per Gesù.
Piove, piove,
non piove più!
Prima di entrare vado al bar di fronte. Un caffé, due chiacchiere col barista. Nella saletta interna una ragazza seduta sola ad un tavolino, sorseggia un té. Mi osserva. La guardo distrattamente un paio di volte, poi raccolgo l'ombrello e attraverso la strada.

In vetrina c'è il mio libro. Una intera vetrina dedicata a 31 Ottobre. Neppure alla Mondadori avevano fatto tanto.
Entro. Scrollo l'ombrello. Vado alla cassa dove mi accolgono due ragazze e un uomo, quest'ultimo dev'essere il proprietario.
E' presto. Sono le cinque.
Faccio un giro per la libreria, che si divide in due piani. Il piano terra, dedicato ai testi di narrativa per i "grandi". Il piano interrato dedicato ai "piccini" e ai "classici".
Subito noto qualcosa di particolare. Molti libri esposti arrivano dalla piccola editoria. Trovo testi della Voland, della Joker, della Il Filo (ovviamente), di Edizioni di Latta, Bradipolibri, Arpanet, Nottetempo, Interlinea e tanti altri... compresa Autocircuito, che in un angolo ha pure un box per la consegna dei manoscritti. Esiste anche una bacheca con i consigli dei lettori. Bigliettini inviati dai lettori con suggerimenti su quale libro merita di essere letto e il perché.
La panacea degli esordienti... penso.
Il tempo passa ma noi no...
Lo diceva Fiorella Mannoia in una sua canzone? No, diceva "il vento cambia ma noi no". Eh va bè! Arrivano le sei di sera. Mi guardo attorno. La libreria è completamente vuota.
Faccio mente locale... quanti clienti ho visto in quel venerdì piovoso? Li conto. Due mamme con i loro piccoli nella zona dei libri per bambini. Un paio di ragazzi al piano di sopra. Basta.
Allarme...
Ma no... piove, il traffico, è probabile che ci possano essere dei ritardi (da parte degli invitati). Spero nei clienti occasionali e, in quelli abituali... ma non entra nessuno. Mi siedo ad un tavolino nella zona in cui dovrei fare una presentazione. Rileggo un messaggio che mi è arrivato poco prima...
Macho Macho Man...
Entra un ragazzo con un casco. Fa un giro annoiato tra i libri... che faccio? Vado a dirgli qualcosa? Ma cosa gli dico? Che c'è la presentazione di un libro, se è curioso, si può sedere ad ascoltare? Io e lui... soli? Lascio perdere. Il ragazzo esce. Entra una signora. Deve ritirare dei libri che ha ordinato (credo).
Poi entra una ragazza che sembra conoscere i ragazzi che lavorano in libreria. Li vedo fare delle chiacchiere.
Io mi metto a sfogliare il Venerdì di Repubblica. C'è un articolo che parla delle eccezioni editoriali in questo paese. Moccia, ovviamente, è in primo piano. Leggo l'articolo.
Il suo 3MSC era stato rifiutato da tutti. Lui, allora, si era rivolto ad una casa editrice a pagamento. Con i libri ricevuti aveva fatto il giro dei licei, poche copie vendute dalla casa editrice, molte vendute da lui col "porta a porta". Finite le sue copie, scopre che la sua casa editrice è fallita. Con essa, lui crede, è fallito anche il suo sogno... ma tra le mura dei licei succede qualcosa di incontrollabile. Il libro comincia a diffondersi a suon di fotocopie. Un produttore cinematografico credo, che casualmente entra in una copisteria della Nomentana, vede una pila di fotocopie di questo 3MSC. Si incuriosisce... ne prende una copia e telefona a Moccia. Il produttore vuole che si faccia un film sul libro. Ovviamente, quando la notizia si sparge... Tutte le case editrici si interessano a quel titolo e Moccia diventa improvvisamente un autore di Best Sellers...
Alzo lo sguardo. Attorno a me gira un ragazzo con una giacca chiara e un casco. Gironzola tra i libri, attorno al tavolino di 31 Ottobre, senza neppure guardarlo di striscio. Guardo l'orologio, sono le sei e mezza... la situazione è la stessa del "precedente cliente". Decido di lasciare stare.
Mando un messaggio:
Solo soletto, ti mando un messaggetto ^_^
Il tipo esce. Nella libreria non c'è nessuno. Ilaria, una delle due ragazze che lavorano lì, si avvicina dicendomi che ha studiato a Bologna e che è rimasta attaccata a quella città. Facciamo due chiacchiere. Firmo la sua copia di 31 Ottobre. Si unisce un ragazzo e ironizziamo un pochino sulla situazione. Mi consigliano di provare a Torino. Sembrano comunque tutti sorpresi di quel vuoto all'interno della libreria. Il ragazzo, sorridendo, dice che non è il momento buono per i libri, visto che la destra ha vinto le elezioni... ridiamo...
Passano i minuti... sono le sei e cinquanta. Decido di abbandonare la nave. Saluto tutti. Qualche "mi dispiace", qualche stretta di mano, qualche ciao e, sono di nuovo sotto la pioggia. Mi dirigo verso la fermata della Metro. Telefono ai miei.
Scambio poche parole. Non c'è molto da raccontare (nonostante questo post stia diventando lunghetto). Avverto che, arrivato in stazione, cercherò di cambiare la prenotazione del treno con uno che parte prima... difatti avevo calcolato di perdere un pochino di tempo in chiacchiere alla fine della presentazione. Avevo prenotato il treno delle nove e mezza.

Alle sette sono già in stazione. Mi metto in fila in biglietteria per fare il cambio di prenotazione. Prendo l'eurostar delle otto. Per lo meno arriverò a Bologna alle nove e mezza.
Vado in bagno. Mi rinfresco e cerco di togliermi di dosso un poco dell'umidità che ho accumulato nel mio peregrinare pomeridiano. Mangio un panino al salame. Salgo sul treno. Ho bisogno di parlare con qualcuno. Faccio il numero. Risponde una voce trafelata. Aveva messo il telefono in carica e aveva fatto una corsa per rispondere.
Parliamo per tutta la durata del viaggio. La voce dall'altra parte del telefono, per quanto lontana, riesce a farmi ridere. Ogni tanto faccio lunghe pause, lei mi distrae con le sue cose, la ascolto. Il treno è silenzioso. La voce mi culla, sono tranquillo, sereno. Fuori è buio. Vedo passare il Pò, sorrido, ascolto la voce al telefono. Il viaggio sembra durare solo qualche istante grazie alla voce che mi fa compagnia.
La telefonata si interrompe solo quando sono sull'autobus, il 13, diretto verso casa. La batteria del mio cellulare ha tirato gli ultimi...
Arrivo a casa. Le chiavi della macchina sono sul bancone della cucina. Mio babbo è andata a ritirarla per me dal carrozziere. Mi spoglio, metto il cellulare in carica. Accendo la tele in camera. La sintonizzo su Rai2, Indy osserva il cattivo di turno mentre spara a suo padre. Mando un messaggio alla voce amica, per ringraziarla e dirle quanto è stata preziosa per me. Poi mi preparo per la notte. Rispondo al messaggio arrivatomi da una cara amica di Rimini, poi spengo il cellulare, la tele, e vado a letto.
Fine... o quasi.
Stamattina vedo che il telefono di casa lampeggia... il servizio 'Chi6' mi dice che una mia carissima amica di Milano ha tentato di chiamarmi... va bé, probabilmente voleva dirmi che non sarebbe potuta esserci.


venerdì 16 maggio 2008

Presentazione: Dove?

Di principio, ogni posto è buono per una presentazione. Ogni posto ha i suoi vantaggi e bisognerebbe non precludersi alcuna iniziativa in modo da ottenere la massima visibilità.

Però... bisogna anche fare i conti con la realtà.

Qui parlo principalmente della mia condizione e, ciò che segue, è una analisi dei vantaggi e svantaggi di ogni luogo che mi è stato offerto per una presentazione. Il tutto per far capire quali sono state le mie scelte e, il perché di esse.

Biblioteche:
Hanno il vantaggio di essere sempre aperte e disponibili verso i nuovi scrittori. Basta parlare con il/la responsabile per ottenere una data. Che io sappia, non è mai stata rifiutata una presentazione ad un esordiente. Le biblioteche sono per lo più frequentate da studenti, ovvero un target di utenza molto appetibile, però:
  • In teoria non si potrebbero vendere copie del libro. Dico in teoria, perché solitamente l'autore si porta le sue copie personali e, con la scusa degli autografi, le vende a chi è presente. A quanto ne so, però, per vendere quelle copie bisognerebbe emettere una fattura regolare... Va bè! Non è il mio caso. Io le copie personali le uso per ottenere recensioni da parte di siti e riviste. Le spedisco in giro per l'italia e non ho intenzione di venderle alle presentazioni (tra le altre cose... le ho quasi finite. Sono diventate un bene prezioso);
  • Gli studenti, che solitamente frequentano le biblioteche, non sono felicissimi della presenza di una presentazione. Molti di loro vanno in biblioteca per studiare e... la presentazione è solo un elemento di disturbo. Difficilmente partecipano agli happening. Si, ci può essere qualche curioso, ma è un caso eccezionale (almeno, per esperienza personale). Di solito il pubblico è costituito da amici, parenti e conoscenti... un pubblico pressoché di parte;
  • La biblioteca, al massimo, si terrà un paio di copie del libro, che finiranno seppellite nel loro catalogo di romanzi... per poi finire al macero, qualche anno più tardi, nel caso non siano mai richieste dai frequentatori abituali.
Café Culturali:
Un luogo dove sicuramente si può creare serate a tema ed esporre il proprio testo a sconosciuti. Un luogo dove mischiare cultura e divertimento, drink, musica e letture. Un bacino di utenza interessante... però:
  • Come nelle biblioteche, la vendita dei libri è... "complicata";
  • I frequentatori del locale potrebbero non essere interessati e farsi i fatti propri, distraendo il pubblico interessato. Anche gli interessati, una volta usciti dal locale, potrebbero "dimenticarsi" di andare a cercare il libro in libreria... dopo una notte di vino, musica e cultura, la mattina successiva, la memoria potrebbe giocare brutti scherzi e il titolo del libro potrebbe essere smarrito tra le sinapsi del potenziale acquirente. Anche in questo caso, molte delle persone interessate alla presentazione, saranno amici, parenti e conoscenti;
  • Nel Café, al termine della serata, non rimangono copie del libro, se non una o due.
Librerie:
Beh... dove dovrebbe stare un libro, se non in una libreria. E' il luogo dove le presentazioni hanno la maggiore efficacia. La libreria avrà i libri in scansia. L'autore non dovrà fare altro che fare una buona presentazione e, le persone presenti, potranno andare direttamente alla cassa con il loro libro in mano. Fare una presentazione in libreria ha come primo effetto l'obbligo, da parte della libreria, di essere in possesso di un certo numero di copie e, ciò, la costringe poi a tenere in vista i libri anche dopo la presentazione... per rientrare dell'investimento inziale, quei libri devono essere venduti! In libreria ci vanno persone che vogliono comprare un libro... per quanto alla presentazione saranno presenti, ancora una volta, amici, parenti e conoscenti... c'è la possibilità di attirare l'attenzione dei clienti della libreria... che in fondo, sono lì a posta per cercare un libro da leggere. Insomma... sembra il posto ideale, però:
  • Fare una presentazione in libreria non è così facile. Alcune librerie richiedono che l'autore sia presentata da un personaggio con una certa notorietà, un giornalista, un professore emerito, etc etc. Alcune librerie pretendono che la presentazione sia infrasettimanale... in modo da non essere disturbati nelle giornate di maggior business, ovvero il sabato e (eventualmente) la domenica;
  • Fare una presentazione in libreria può costare qualche soldino. Specie se si vuole creare un happening appetitoso, con tanto di brindisi finale e qualche pasticcino. A volte lo spazio dedicato alle presentazioni viene messo in affitto e... bisogna convincere l'editore a pagare e non sempre ci si riesce;
  • Alcune librerie dicono di no... di principio, agli autori esordienti.
Grossolanamente ho esposto i pro e i contro dei tre luoghi principe usati per le presentazioni.

La mia scelta è stata difficile. In primis... dovevo tenere in considerazione che non ho la possibilità, ne la volontà, di sacrificare tutto il mio tempo libero alla promozione del mio libro. In particolare non posso neppure sacrificare le ore lavorative... visto che fino a prova contraria, per sopravvivere ho bisogno del mio lavoro e non me la sento di scontrarmi troppo con le esigenze della mia azienda.
Partendo da questo principio. Ho cominciato a fare i miei conti. Di cosa ha bisogno, il mio libro, prima di ogni altra cosa?
  1. Visibilità
  2. Presenza nelle librerie
La Visibilità è ottenibile, in un certo qual modo, facendo presentazioni in tutte e tre le tipologie di locali ma... tra quelle tre tipologie, solo una è in grado di mettere fisicamente i miei libri in bella mostra su uno scaffale... la Presentazione in Libreria. La Presentazione in Libreria, inoltre, permette il confronto diretto con persone che sono entrate in quel locale a posta per cercare un libro da leggere, ovvero, i rappresentanti di quella piccola cerchia di lettori presente in Italia.

Insomma, piuttosto che disperdere le energie, ho deciso di spingere sulle librerie. Di rinunciare alle Biblioteche, dove, tra le altre cose, non riuscirei neppure a vendere copie del mio libro in forma privata, visto che le copie in mio possesso sono quasi esaurite.
Quanto ai Café Letterari... beh, ho deciso di occuparmene in modo alternativo, partecipando all'iniziativa delle Penne alla Bolognese e, sperando che il motto "l'unione fa la forza" possa fare la differenza.

Io credo, in sostanza, che ognuno debba fare le sue valutazioni in base alle proprie esigenze personali. Probabilmente, io ho deciso di percorrere la strada più complessa. Ho deciso di concentrarmi su un obbiettivo ben preciso e di non distrarmi in attività "laterali". Ho comunque avuto la fortuna di essere appoggiato dalla mia casa editrice, fino ad ora, e spero che tale appoggio possa continuare in futuro.


Questo post è stato programmato per apparire oggi... mentre sono in treno e sto dirigendomi verso Milano... per una presentazione.


giovedì 15 maggio 2008

Corso di Scrittura Creativa

Bene o male, in ogni blog letterario che ho incontrato sino ad oggi si è parlato di corsi di scrittura creativa. Immagino che voi sappiate ormai quale sia la mia opinione al riguardo ma, per chi si fosse collegato per la prima volta, ripeterò esplicitamente in questo post quale sia la mia opinione.

Il Corso di Scrittura Creativa...

Beh, mettiamola così. Io credo fermamente che ad ogni uomo e ad ogni donna vivente su questo pianeta (ed eventualmente anche su altri pianeti... chissà...) possa essere insegnato a scrivere. A tale scopo, di solito, si frequenta una scuola. Si inizia con le scuole elementari, dove si impara, prima a leggere, poi a scrivere. Alle medie viene insegnato a scrivere e a leggere con maggiore attenzione, vengono insegnate le regole della grammatica di base, viene insegnato ad utilizzare tali regole come se fossero parte di noi stessi... il tutto, ovviamente, viene imparato dagli studenti a seconda della loro "attenzione" in classe e, dalla capacità degli insegnanti ad infondere le conoscenze.
Alle superiori, solitamente viene insegnato a esprimere i propri pensieri. Certo si guardano ancora la grammatica e la sintassi degli scritti, ma solitamente lo scopo di quel livello scolastico è quello di insegnare agli studenti a riportare sulla carta i propri pensieri, magari in modo leggibile ed elegante.
L'università... beh... è un mondo a parte, che non ho mai conosciuto.

Dunque... tutto ciò per dire cosa? Beh, per dire che io credo nei Corsi di Scrittura. Credo che una persona possa sempre migliorare e se un tempo non era bravo con le parole, anche da adulto, impegnandosi, può recuperare il gap culturale. Credo che i corsi di scrittura servano e che diano grandi vantaggi a coloro che desiderano "scrivere".

Però...

Come avrete notato... ho scritto Corsi di Scrittura.

La Creatività è tutt'altra cosa. La Creatività nasce dentro di noi. La Creatività non può essere insegnata. Si possono imparare le tecniche, le lingue, la grammatica, gli stili di autori del presente e del passato. Ma la Creatività fa parte di noi, nasce e cresce con noi... e non può essere insegnata in una scuola, e neppure in un corso.

Se una persona non è Creativa... non esiste corso o insegnante che possa infondergliela...

Attenzione! Sto parlando di Creatività in ambito letterario.

Sono fermamente convinto che ognuno di noi abbia un dono creativo. Così come il mio collega Gabriele è in grado di realizzare pipe stupende da un ciocco di radica, così come il mio amico Stefano ha un'innata ironia, così come Nicola è un grande portiere di calcio... al mondo c'è sicuramente chi è in grado di scrivere storie incredibili con una facilità innata. Ogni essere vivente è dotato di Creatività... ma non è detto che questa possa essere applicata in tutti i campi dello scibile umano.

Per cui, ecco come la penso. Ben vengano i corsi di scrittura, per conoscere le tecniche e la lingua. Ma insegnare la scrittura creativa è tutt'altra faccenda.

Ma... proviamo ad approfondire il concetto.

La Creatività è un dono. E se non viene coltivato esso avvizzisce come una pianticella appena germogliata che non viene innaffiata da nessuno. Il fatto di avere un innato dono creativo non esime il "dotato" dal fare esercizio, dall'imparare a padroneggiare le proprie doti. Un culturista deve fare molto esercizio per modellare i propri muscoli. Harry Potter deve andare a Howgarts per padroneggiare la magia che scorre nelle sue vene. Tutti devono lavorare sodo per fare in modo che le proprie doti possano migliorare.

Per cui... bisogna fare esercizio. Per fare esercizio bisogna scrivere. Per scrivere bisogna essere incentivati a farlo. Ci sono persone che hanno l'esigenza di scrivere. Io sono uno di questi. In ogni momento morto della giornata io prendo una penna... mi sento male senza una penna in mano. Scrivo su una sorta di diario personale, scrivo su due blog, scrivo dei racconti, lavoro ai miei romanzi... scrivo sempre. Ma non tutti crescono con questi stimoli naturali. Non so dare spiegazioni a questo fatto ma, conosco persone bravissime nella narrativa che... senza uno stimolo esterno, non si metterebbero mai a scrivere qualcosa. Conosco anche qualche blogger che dice di non sentire sempre l'esigenza di scrivere... eppure ambisce a diventare scrittore.

Ebbene, io credo fermamente che questi dovrebbero per lo meno cercare degli stimoli esterni... perché scrivere aiuta a crescere e a sviluppare la propria creatività.

Un modo per stimolare questa creatività è... il gioco. Usare dei semplici esercizi per giocare con la scrittura.

Ho trovato un sito che si occupa proprio di scrittura creativa. Un blog. Nei suoi post, oltre a qualche consiglio "didattico", si trovano molti esercizi di creatività. Si tratta di giochi, di stimoli per la propria fantasia... che trovo carini e interessanti...

Ve ne riporto uno qui sotto (spero che l'autore non se la prenda...):

Cosa succederebbe se togliessimo un oggetto di uso comune dalla nostra vita? Quali sarebbero le conseguenze e gli effetti?

Cosa succederebbe se ci fosse invece qualcosa in più o di diverso?

Provate a cimentarvi nella sfida usando queste domande

  • Cosa succederebbe se non esistesse il cellulare?
  • Cosa succederebbe se non esistesse la ruota?
  • Cosa succederebbe se non esistesse la carta igienica?
  • Cosa succederebbe se non esistesse il petrolio?
  • Cosa succederebbe se non esistesse il libro?
  • Cosa succederebbe se i gatti potessero parlare?
  • Cosa succederebbe se i computer fossero grandi come noci?
  • Cosa succederebbe se potessimo parlarci telepaticamente?
  • Cosa succederebbe se per ogni uomo ci fossero 7 donne?
  • Cosa succederebbe se per ogni donna ci fossero 7 uomini?
  • Cosa succederebbe se convivessimo con gli alieni?
Carta, penna e pronti... via!
Su questo blog non c'è la pretesa di insegnare ad essere Creativi. C'è il desiderio di stimolare la Creatività che già abbiamo in noi.

Ora, ammetto di non conoscere molti corsi di Scrittura Creativa. Il discorso è che quasi tutti sono a pagamento e pochi spiegano chiaramente cosa accadrà all'interno del corso. Insomma, per sapere come sono, bisogna iscriversi e pagare la retta. Magari tutti i corsi di Scrittura Creativa sono simili al blog che vi ho segnalato. Sono corsi che stimolano la nostra creatività innata ma... per come vengono presentati, spesso e volentieri, sembra che siano in grado di tramutare una persona qualunque in uno scrittore famoso.
Ho letto molti blog in cui si commentava questo e quel corso. Persone che dicevano che un corso era buono e l'altro pessimo... ma qual'è il metro di giudizio?

Per concludere, leggendo la presentazione di molti di questi corsi, mi è parso che il messaggio fosse: "vuoi scrivere un libro di successo? noi ti insegniamo come... anche se non hai la più pallida idea di cosa scrivere".

E' una impressione personale, ovviamente. Magari ho solo frainteso il messaggio che questi corsi vogliono trasmettere ai futuri studenti. Lo spero tanto. Spero che gli insegnanti, nelle prime lezioni, cerchino di conoscere i loro studenti e le loro qualità. Spero che questi si prendano anche l'onere di dire ad una persona che le sue qualità dovrebbero essere rivolte ad un'altra disciplina.

Spero davvero che sia così ma, i dubbi che si insinuano nella mia testolina sono tanti, per cui, rimango dell'idea.




mercoledì 14 maggio 2008

ILMIOLIBRO.IT

Leggo qui, che il gruppo L'Espresso ha aperto una iniziativa editoriale in print on demand seguendo le orme di Lulu, Blurb e Boopen. Si tratta di un servizio non dissimile da quelli citati, come afferma anche l'articolo di bookblog, ma che denota l'aumento di interesse verso il p.o.d. da parte di grossi gruppi editoriali.

Il servizio si chiama "Il mio libro" e potete andare a visitarlo semplicemente cliccando qui.


Sassoscritto Editore

Qualche settimana fa, un mio collega mi ha portato un libro scritto da un suo amico. Il libro parlava di un viaggio in Brasile fatto dall'autore quando era ancora un ragazzo. Ho dato un'occhiata al romanzo e, attratto dalla casa editrice (eh..eh..), ho deciso di proporvela oggi su questo blog.
Parlo della Sassoscritto, una piccola casa editrice che si avvale di numerose collane, dai racconti per bambini, ai saggi, alla narrativa... fino ad arrivare ai manuali di cucina. La casa editrice è stata fondata da due ragazze, Rita e Roberta, gode di una buona distribuzione, e possiede già molti autori nella sua scuderia.

Per inviare un manoscritto dovete leggere le istruzioni indicate qui. Per riassumere, comunque, la metodologia è più o meno sempre la stessa. Verificare se il nostro testo può rientrare nelle loro collane, e poi inviare il manoscritto cartaceo, non rilegato, all'indirizzo:

Sassoscritto editore,
via Masaccio 176 - 50132 Firenze

Assieme al manoscritto è bene allegare una breve scheda dell'opera e un curriculum artistico dell'autore. Come sempre, i tempi di valutazione possono essere lunghetti per cui bisogna portare pazienza.

Il sito è pulito, ben leggibile e di facile consultazione. Tutte le informazioni sono ben raggiungibili e questo è un pregio da non sottovalutare.


Che dire di più? Se siete curiosi, fateci un giretto!