sabato 4 luglio 2009

Storie di un Commissario di Provincia

Scoperto per caso, ecco il romanzo d'esordio di Girolamo Lacquaniti. Edito dalla Editrice Berti, Storie di un commissario di Provincia racconta la polizia così com'è nella realtà e non come ci viene mostrata dalla televisione.

L'autore è anche il protagonista di questo romanzo. Le storie che racconta sono storie vere (se non per i giusti camuffamenti necessari a renderle opportunamente anonime). Il linguaggio è il linguaggio vero di un commissario della polizia. Non c'è fiction. C'è il cuore di una persona che svolge il proprio lavoro con dedizione, c'è la vita vera, ci sono i persone vere. Perché non esistono i buoni, non esistono i cattivi... ci sono solo vie di mezzo. E così uno spacciatore di droga può improvvisarsi nell'angelo che gioca felice assieme a dei bambini down, ci sono le contesse razziste che credono ancora che il colore della pelle distingua il bene dal male, ci sono i pedofili, padri di famiglia con moglie condiscendente... la vita vera. E nel libro c'è pure la vita dei poliziotti, che devono essere sempre pronti, disponibili, gentili e forti... che non devono mai mostrare debolezze ma che di debolezze ne hanno tante quante ne abbiamo noi comuni mortali.

Il romanzo è ricco di storie forti, ed è ricco di storie di vita. Scritto con maestria e semplicità, ben costruito e che ti costringe a rimanere lì, a sfogliare una pagina dietro l'altra, sperando che non finisca mai. C'è humor, nelle piccole vicende da commissariato, gli scherzi tra colleghi, i momenti di ilarità che possono capitare in ogni ambiente di lavoro. Ci sono le frustrazioni per i rapporti affettivi che, per via del tipo di lavoro, sono sempre sollecitati a tal punto da poter crollare in ogni momento. C'è la rabbia interiore, quella che proviamo quando ci sentiamo impotenti e, ci sono anche le soddisfazioni, quando si riesce a fare del bene, anche se si tratta di un solo istante.

Non ho mai letto Camilleri e non ne ho mai sentito il bisogno. Però ho letto questo libro e ne sono veramente felice, tanto che presto mi procurerò una copia anche del suo secondo...

Ecco un piccolo estratto dalle prime pagine del libro:
[...]Io non sono un poliziotto.
Io faccio il poliziotto.
Non che dica questo per far capire che sono meglio o peggio.
Solo che c'è una bella differenza tra ciò che si fa e ciò che si è.
Che poi non sappia bene in cosa consista la differenza è irrilevante...[...]



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