Scoperto per caso, ecco il romanzo d'esordio di Girolamo Lacquaniti. Edito dalla Editrice Berti, Storie di un commissario di Provincia racconta la polizia così com'è nella realtà e non come ci viene mostrata dalla televisione.L'autore è anche il protagonista di questo romanzo. Le storie che racconta sono storie vere (se non per i giusti camuffamenti necessari a renderle opportunamente anonime). Il linguaggio è il linguaggio vero di un commissario della polizia. Non c'è fiction. C'è il cuore di una persona che svolge il proprio lavoro con dedizione, c'è la vita vera, ci sono i persone vere. Perché non esistono i buoni, non esistono i cattivi... ci sono solo vie di mezzo. E così uno spacciatore di droga può improvvisarsi nell'angelo che gioca felice assieme a dei bambini down, ci sono le contesse razziste che credono ancora che il colore della pelle distingua il bene dal male, ci sono i pedofili, padri di famiglia con moglie condiscendente... la vita vera. E nel libro c'è pure la vita dei poliziotti, che devono essere sempre pronti, disponibili, gentili e forti... che non devono mai mostrare debolezze ma che di debolezze ne hanno tante quante ne abbiamo noi comuni mortali.
Il romanzo è ricco di storie forti, ed è ricco di storie di vita. Scritto con maestria e semplicità, ben costruito e che ti costringe a rimanere lì, a sfogliare una pagina dietro l'altra, sperando che non finisca mai. C'è humor, nelle piccole vicende da commissariato, gli scherzi tra colleghi, i momenti di ilarità che possono capitare in ogni ambiente di lavoro. Ci sono le frustrazioni per i rapporti affettivi che, per via del tipo di lavoro, sono sempre sollecitati a tal punto da poter crollare in ogni momento. C'è la rabbia interiore, quella che proviamo quando ci sentiamo impotenti e, ci sono anche le soddisfazioni, quando si riesce a fare del bene, anche se si tratta di un solo istante.
Non ho mai letto Camilleri e non ne ho mai sentito il bisogno. Però ho letto questo libro e ne sono veramente felice, tanto che presto mi procurerò una copia anche del suo secondo...
Ecco un piccolo estratto dalle prime pagine del libro:
[...]Io non sono un poliziotto.
Io faccio il poliziotto.
Non che dica questo per far capire che sono meglio o peggio.
Solo che c'è una bella differenza tra ciò che si fa e ciò che si è.
Che poi non sappia bene in cosa consista la differenza è irrilevante...[...]



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