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venerdì 17 ottobre 2008

Manoscritti che vanno, risposte che arrivano...

Visto che è Venerdì 17, eccovi un piccolo post riassuntivo e/o di aggiornamento al riguardo dei miei lavori letterari:




  • "Sogno di Capitano" non ha vinto al concorso di RMC;
  • Continuano ad arrivare risposte negative (o di richiesta di contributo) per la pubblicazione di "Storie con le Ali";
  • Oggi sono partiti i manoscritti cartacei di "Justice", 6 editori di grosso calibro... altri editori più piccoli hanno ricevuto il solito pdf qualche giorno fa;
  • "Alla Deriva" (questa è una anticipazione) sta prendendo forma. Molto materiale è stato raccolto, il primo capitolo è stato scritto... ma c'è ancora tanto lavoro da fare;
  • "Elite", vorrei, spero, credo che riuscirò a trasformarlo in ebook per Natale, da scaricare gratis...
  • Sto già pensando al concorso "Un libro sotto l'albero 2"... per fare ai miei blogger più affezionati un regalino di Natale.



lunedì 22 settembre 2008

Lunedì...

In questo weekend dal tempo ballerino, con un freddo che solo i novembre di qualche anno fa avrebbero potuto eguagliare, ho deciso di mettere mano all'abbandonato 'Justice'.
Già da qualche tempo, infatti, sulla mia scrivania era presente una copia stampata del romanzo, corretta a mano, che attendeva di essere riversata sul file nascosto nell'hard-disk del mio iMac.

'Justice', la storia nata da Dormiente, che mi aveva chiesto di scrivere un'avventura sul mare più "grande" subito dopo la lettura del mio 'Sogno di Capitano' , ha atteso pazientemente che finissi di spedire manoscritti ad editori per bambini. E ora tocca a lui. Merita attenzione, anche perché non è un raccontino di poche pagine, anche perché nel suo cuore nasconde tanti messaggi importanti, anche perché il vento soffia sulle vele della fregata che porta il suo nome e... anche lui non vede l'ora di salpare le ancore e lasciare il porto.

Già! Perché la Justice, una fregata della marina inglese, ha una missione importante e, per questo motivo, porta un vessillo che mai altra nave della sua categoria aveva mai osato portare. La Justice deve raggiungere un nemico temibile e dare battaglia. La Justice è capitanata da un uomo intraprendente ed energico, un uomo con un sogno, un uomo che vorrebbe vedere felice la sua famiglia, sua moglie, le sue due piccole bambine e... perché no, anche la suocera.
Ma tra le pagine del libro ci sarà la catastrofe, il terrore, la rabbia, la paura. Un destino infelice che sembra andare contro ai sogni e, soprattutto, alla giustizia...

Ebbene, parlando qualche giorno fa con la Fatina, correggendo il manoscritto in questi giorni, mi son chiesto come comportarmi con questo manoscritto. Non sono ancora pienamente soddisfatto di esso, per quanto lo consideri già finito, completo, corretto. Non lo sento... "mio". In tutto questo tempo ('Justice' è stato un progetto a lungo termine che ha impegnato le mie energie per più di un anno) ho cambiato stile, genere, idee... e Justice mi sembra ora "obsoleto".

Incredibile ma vero, dopo tante fatiche, non riesco più a vederlo con gli occhi di un tempo.

Per motivi di cabala, volevo che questo fosse il mese in cui il manoscritto avrebbe preso il largo per raggiungere i porti dell'editoria ma... ora ho qualche dubbio. Forse dovrei "veramente" farlo leggere ad un terzo. Forse... forse dovrei affidare il suo destino alle mani di terzi. E' stata la Fatina a suggerirmi di pensare alle Agenzie Letterarie.

Fino ad oggi ho affrontato questo argomento solo di striscio, quando scrissi l'articolo sui Wu Ming... ormai qualche tempo fa... Insomma, devo rifletterci su. Nel frattempo devo finire di riportare il secondo editing su file. Pochi giorni... e vi farò sapere.



lunedì 8 settembre 2008

Tiriamo le somme...

Ogni tanto fa bene tirare il freno e guardare ciò che si è fatto e si sta facendo. Mentre "31 Ottobre" ha superato l'anno di vita, in cantiere ci sono tanti lavori che aspettano solamente di trovare la propria strada.
  • "Justice" è sulla mia scrivania. La seconda stesura è stata corretta e attende che le correzioni vengano travasate sul file 2.0. Il testo, che all'inizio mi sembrava buono, ora mi appare saltellante in alcuni punti. Non so se dipenda dal momento storico in cui ho voluto dedicarmi all'editing del manoscritto o, semplicemente da una mia evoluzione nello stile narrativo. Il fatto è che non mi convince ancora e ho paura che dovrà subire qualche altro ritocchino. Si prospetta una terza rilettura...
  • "Storia con le Ali" è partito. Dieci manoscritti cartacei, altrettanti pdf via mail. Alcune case editrici mi hanno già risposto. Ahimè non sono le risposte che speravo... ma è ancora presto, c'è ancora tempo prima di disperare;
  • "9753", il quinto ebook horror, è praticamente pronto per essere diffuso online. Devo solo trovare il tempo di aggiornare il sito, di scrivere il post di presentazione, poco altro. Portate pazienza...
  • "La Guerra di Linda", visto che è citato nella 'Rassegna Stampa' del mio sito, ho pensato di riproporlo in formato ebook, ovviamente gratuito. Si tratta di un racconto di fantascienza, che nel 2005 pubblicai a puntate sul mio vecchio blog, che successivamente distribuii con Lulu, e che oggi... dopo un briciolino di editing... voglio riproporre gratuitamente perché sono molto affezionato a quella storia;
  • Il romanzo a metà strada tra il fantasy e la favola è fermo. Non che abbia un blocco creativo... è solo che ho avuto una nuova mezza idea e sto cercando di decidere se intraprendere quella strada oppure no. Se dovessi prenderla, potrebbe mutare ancora una volta il genere di quella storia. Ma non svelo ancora nulla, è troppo presto.
Nuove idee sono all'orizzonte. Un romanzo di fantascienza attualizzata, a metà strada tra l'avventura, il thriller, il fantastico. Le idee sono tante e ben confuse. Devo fare mente locale prima di buttare giù una sola riga. Per questo non svelo nulla di più, se non che lo shuttle è al centro della vicenda. Un racconto erotico è invece più vicino alla realizzazione. Ne uscirà un ebook da scaricare gratuitamente. Ma è ancora presto per parlarne. Vorrei anche riprendere in mano un vecchio progetto. Forse qualcuno di voi si ricorda di "Chill'im"? Era un mio blog-esperimento. Un racconto a puntate... beh, ho pensato di dargli nuova vita. Chissà!

Altro? Beh sì... ma un pochino di suspance devo lasciarla, no? Per cui non vado oltre.



sabato 26 aprile 2008

Justice è pronto!

Proprio ora ho finito di ricopiare le correzioni sul file di Justice. Come avevo già accennato, oltre alle solite correzioni, ho dovuto aggiungere un intero capitolo... per rendere più chiaro un evento che altrimenti sarebbe apparso dal nulla.
Ho scritto anche la mia solita nota di fine lettura, un paio di ringraziamenti, qualche spiegazione, alcune informazioni curiose.

Il romanzo ora è pronto per la seconda fase, che avverrà tra un mesetto, penso. Una seconda rilettura, per essere sicuro di aver fatto una pulizia accurata del documento. Mi piacerebbe farlo leggere anche a qualche esterno ma... non so, vedremo. L'idea è quello di spedirlo a qualche editore nel mese di settembre... una sorta di cabala, anche 31 Ottobre fu spedito a settembre.



lunedì 21 aprile 2008

Questione di priorità!

Ora basta!
Mi metto sotto. Ho un romanzo e un racconto da correggere. Basta con le nuove storie. Glauco Silvestri si "stoppa" da solo e si dedica all'editing... o meglio, al riversamento delle correzioni fatte a penna sui files dei rispettivi "progetti".

Ho cominciato stasera, alle sette, e ho già riportato le correzioni di 9 capitoli di Justice. Mancano solo 23 capitoli... Poi ci sarà Poker.

Ora però mi merito una bella doccia, vero? Che dopo devo pure stirare (sigh!).


martedì 25 marzo 2008

Un ultimo colpo di cannone...

...ed è finita la prima fase di editing del mio nuovo lavoro, Justice. E' stata una settimana intensa, forse anche qualche giorno in più, otto, dieci giorni, probabilmente. E quei cento e passa fogli A4 che giacciono sulla mia scrivania, ora, sono pieni di correzioni, cancellazioni, aggiunte. Sembrano un mio compitino delle elementari, o delle medie... delle superiori no, visto che i voti bassi li prendevo a causa delle idee che esprimevo su quei fogli, e non per colpa della grammatica.

Ad ogni modo, è il momento di tirare le somme e di vedere cosa bisogna fare per raddrizzare la prima stesura di Justice.
  • Ci sono gli errori di battitura. Immancabili, ahimè;
  • Ci sono molti paragrafi inutili. Da cancellare;
  • Ci sono delle aggiunte, per chiarire meglio la dinamica di certi eventi, per spiegare meglio il contesto storico;
  • Devo scrivere un intero capitolo per raccontare una breve storia parallela. E' utile per la comprensione di una certa situazione...
  • Devo decidere se censurare o meno una parte di un capitolo finale. E' una scena violenta in cui è coinvolta una bambina di tredici anni. Forse conviene solamente accennare a quanto sta per accadere e, non descrivere tutto nei particolari. Ciò potrebbe "dare scandalo", sempre che il libro venga pubblicato, sempre che il libro venga letto, sempre che il libro attragga l'attenzione dell'opinione pubblica.
Ora dovrò riversare tutte le correzioni fatte a penna sul documento. Raddrizzare la storia, che comunque mi sembra funzionare. E' equilibrata, ricca di azione, di momenti intensi, di drammaticità e, insomma, mi piace. C'è ancora tanto lavoro da fare ed è ancora presto per pensare alla data in cui sarà pronto per essere spedito a tormentare alcuni editori (che devo ancora selezionare).
Però il lavoro prosegue. Questo è ciò che conta.

lunedì 17 marzo 2008

Una penna tra i flutti...

Sabato ho iniziato l'editing di Justice. La prima pagina è praticamente piena di correzioni, come al solito. Quelle che seguono sono più pulite, chiare e scorrevoli. La mente è libera e non ricorda più i particolari della storia. Ciò mi permette di vedere il testo con maggiore chiarezza, sia da correttore, sia da lettore. In questo modo dovrei riuscire a capire dove la storia perde ritmo, dove la storia si blocca, dove scorre fluida e cattura la fantasia di chi legge. Dovrei anche vedere i miei errori "classici". In parte dovuti alle dita che tendono ad invertire le lettere di una parola durante la digitazione (la mano sinistra è più veloce della destra...), in parte dovuti agli stacchi da un momento dedicato alla scrittura e l'altro. Il più classico dei problemi, visto che la prima stesura avviene a "episodi", è quello dei tempi verbali. Tendo a scrivere i vari episodi con tempi differenti. A volte ciò è confacente a quanto necessita la storia, a volte, invece, la fa zoppicare.
Insomma, sarà un lavoro intenso. I primi sette capitoli sono già stati esaminati. Devo arrivare al trentaduesimo... ed è ancora lunga.
Per cercare di mantenere la mente fissa sull'argomento, ho cominciato anche l'ultimo romanzo di Patrick O'Brian, utile per fissare nella mente i termini marinari (a cui non sono certo abituato) e il gergo tipico di chi solcava i mari nel lontano 1800.

Stasera... doccia, manoscritto, penna blu, e tanta forza di volontà!


PS.
Per gli amanti dell'horror più classico, ho reso disponibile il download di un breve ebook con un racconto dedicato a vampiri e licantropi. Si chiama "Il Desiderio di Mordere", è ispirato da una serie di libri/film che mi sono capitati per le mani nelle settimane passate. E' una sorta di fotografia, visualizzata attraverso gli occhi dei due personaggi più importanti e, allo stesso tempo, dai comprimari. Un esperimento di narrazione "stereoscopica"... un po' come se la telecamera sulle vicende passasse velocemente da un punto di vista ad un altro. C'è chi dice che sia un po' ripetitivo. In un certo senso lo è volutamente; sia per dare l'idea di punti di vista differenti, sia per tentare di far calare il lettore nell'inconscio dei personaggi. Non so, però, se sono riuscito nell'impresa. E' il mio primo tentativo. Lo potete scaricare da qui, o guardare a video da qui.

giovedì 28 febbraio 2008

Woking

Per la stesura di Justice avevo bisogno di un villaggio nei pressi di Londra. Un luogo che fosse raggiungibile anche a piedi, diciamo in una giornata di cammino o poco più. Questo villaggio, poi, doveva essere in una posizione geografica ben precisa, tra Portsmouth e la capitale inglese.
Questo perché a Portsmouth era presente una grossa base navale (e tutt'ora dovrebbe esserci, se non ricordo male. Non ho voglia di andare a scartabellare sul sito della Royal Navy... all'epoca, comunque, avevo controllato) e, è proprio da lì che la flotta capitanata dalla Justice partì nel 1807 (n.d.r. nel mio libro).
Insomma... avevo bisogno di un villaggio.
Di papabili ne avevo tre: Woking, Guildford e Reading.

Reading mi piaceva per il nome... Lettura!
Guildford non aveva ragioni particolari. Era nella posizione ideale.
Woking... beh, mi ha conquistato.

Oggi Woking non è molto di più di un "quartiere periferico" di Londra (qui, qui e qui per conoscere la storia della località). Ma, in passato, è stato un luogo piuttosto interessante. Woking è attraversato da un canale artificiale costruito nel 1651 e che collegava Guildford e il Tamigi. Quel canale era fondamentale per i trasporti di merci pesanti e, per il trasporto di persone per mezzo di imbarcazioni apposite. Questo canale fu importante per la crescita della comunità di Woking e venne chiuso poco dopo il termine della seconda guerra mondiale (1947). Oggi, tale canale è stato riaperto (dal 1991).
Ma se il motivo era questo canale, perché non scegliere Guildford?
Perché Woking appare anche in letteratura. E' la località in cui atterrarono i Marziani nella famosa Science Novel di H.G. Wells (la guerra dei mondi) e, in The Meaning of Liff di Douglas Adams (non ricordo il titolo italiano). Per gli amanti della Formula 1, infine, a Woking c'è la sede della Mclaren F1 Racing Team, nonché il Raikkonen Robertson Racing, un Team di Formula tre aperto da Raikkonen, il noto pilota della scuderia Ferrari.

Come concludere questo post? Questo è il bello di fare ricerca durante la stesura di un romanzo.

giovedì 14 febbraio 2008

Justice, il manoscritto

Perché si dice 'manoscritto' anche se poi è stato scritto con un computer e poi, in seguito, stampato con una stampante?

Ad ogni modo, il mio computer-scritto è finito.

Prima stesura, 101 pagine in formato A4, font Garamound, altezza 11...
E' lì sulla mia scrivania che attende di essere riletto, sottolineato, scarabocchiato, corretto, cancellato, modificato...
Il titolo sovrasta in bella evidenza: Justice.

Justice è il nome di una fregata inglese, una nave da 32 cannoni, due ponti, poco meno di duecento anime a bordo tra ufficiali, sottufficiali, marinai e soldati. Una nave da guerra della Royal Navy. La Justice è capitanata da Arthur Hemmet. Un uomo di quarant'anni, circa, con moglie e due figlie piccole. La Justice ha una missione importante.
Siamo nel 1807. L'Inghilterra è in guerra con la Francia, ha cattivi rapporti con la Spagna e litiga pure con le Americhe. Ma è un momento glorioso per la Royal Navy... presto diventerà la padrona assoluta dei mari (n.d.r. 1814) ma, questa è un'altra storia.
La Justice, per quanto sia solo una fregata, porta i fregi da nave ammiraglia. La sua piccola flotta è costituita da un vascello da 64 cannoni, la Invulnerable. Da due fregate da 28 cannoni, la Madelaine e la Saint Pierre. Da un brigantino da 18 cannoni, il Typhon.
La flotta ha una missione importante e, se tutto dovesse andare come previsto, Hemmet diventerà ammiraglio. Tutta la sua famiglia spera che ciò avvenga ma, quello che desiderano di più le sue due bambine, Catherine e Rosaline, è avere il loro padre a casa, invece che per mare.

Justice significa:
  1. The quality of being just; fairness.
    1. The principle of moral rightness; equity.
    2. Conformity to moral rightness in action or attitude; righteousness.
    1. The upholding of what is just, especially fair treatment and due reward in accordance with honor, standards, or law.
    2. Law. The administration and procedure of law.
  2. Conformity to truth, fact, or sound reason: The overcharged customer was angry, and with justice.
  3. (Abbr. J.) Law.
    1. A judge.
    2. A justice of the peace.
Justice è anche una poesia di Kipling, ma Kipling (1865-1936) non era ancora nato nel 1807. E la sua poesia sarebbe stata scritta ben centoundici anni più tardi.

E' ancora presto parlare di pubblicazione. Ci vorranno ancora diversi mesi di lavoro. Questo è il secondo post dedicato a questo libro e, beh, credo che sarà un bel libro, anche se il tema sarà molto diverso da quello di 31 Ottobre.

domenica 28 ottobre 2007

Cosa non sto scrivendo...

Ecco. Sono più di due settimane che non butto giù due righe. Non ho il tempo. Non ho lo spirito giusto. Tante cose sono successe in questi giorni. Alcune belle, altre bellissime, altre ancora traumatiche e, infine, altre ancora piuttosto impegnative. Tante cose che, alla fine, mi hanno allontanato da lei, la mia storia principe, ovvero il libro che verrà dopo 31 ottobre e a cui sto lavorando già da parecchio tempo.
Di che si tratta?
Si tratta di una storia ambientata nel diciottesimo secolo. Il personaggio principale è il comandante della Justice, una fregata da 32 cannoni al servizio della marina reale d'Inghilterra. Una storia impegnativa che ho iniziato per due motivi. Il primo è la passione che ho per questo genere letterario (le avventure sui mari), il secondo è la sensazione di non aver dato tutto in Sogno di Capitano. Il romanzo è a buon punto... beh, no, è a un terzo della sua completezza. La flotta ha appena salpato l'ancora per... ehi, ma state cercando di farmi raccontare i "segreti" di questo nuovo libro? Furbetti!

Ma visto che in questi giorni non riesco ad andare avanti, ho deciso di lasciarvi dare una sbirciatina. Eccovi quindi, il primo capitolo. E' la primissima stesura e potreste trovarci tanti strafalcioni... ma eccola comunque qui sotto:

Capitolo 1.
Quando il capitano di vascello Arthur Hemmet aprì gli occhi la cabina era già invasa dalla rabbiosa luce del Sole mattutino. La Justice era costretta in quel tratto di mare già da diversi giorni. Il vento era latitante, il barometro intestardito ad indicare una zona di alta pressione, la flotta ferma ad osservare il cielo, le acque lisce come l'olio, e quella maledetta fregata spagnola, anche lei ferma, subito fuori dalla portata dei cannoni, che ostentava orgogliosamente la sua murata di dritta, con i portelli aperti e 32 bocche da fuoco pronte a sparare.
Si sollevò a fatica dalla branda, si stiracchiò guardando fuori dalla vetrata di poppa, e attese il suono della campana, il rintocco del cambio della guardia. Nel frattempo, proprio sopra la sua testa, i suoi uomini raschiavano il ponte di coperta e il castello dalla salsedine. Sentiva gli sbuffi di fatica, la sabbia raschiare sui legni, i lamenti del nostromo che continuamente dava dello scansafatiche ai marinai inginocchiati. Si mosse lentamente verso la robusta sedia rivestita di pelle che lo attendeva in un angolo della cabina. Raccolse la divisa di navigazione e cominciò a vestirsi. Desiderava ardentemente sciaquarsi il viso ma, il dovere gli imponeva di non concedersi il minimo vizio. L'acqua era preziosa, specie quella potabile. Non poteva sprecarla in quel modo. Lo doveva a se stesso, ai suoi uomini, all'intero equipaggio. Calzò gli stivali. Sbuffò. Chiamò il proprio famiglio con un urlo.
Il vecchio marinaio entrò di corsa nella cabina - Aye Sir, siete già alzato?
Il capitano grugnì debolmente - Non ancora, Edward. - disse - Ho bisogno di un caffé. Portami del caffé.
Il vecchio sorrise - Sarebbe che il cuoco ha appena preparato una cafettiera per i sottufficiali. Ve la porto subito.
- No, no. - disse il capitano fermandolo con un gesto della mano - Preferisco andare io. E' passato molto tempo dall'ultima volta che sono andato in mensa ufficiali.
- Aye Sir.
Lasciò uscire il vecchio Edwards, raccolse il proprio cappello, e si avviò seguendo i passi del suo famiglio. Non appena fu al di là della soglia venne aggredito dalla luminosità del cielo. Si difese con una mano e controllò l'orizzonte. Nemmeno una nuvola in circolazione.
Il nostromo, vedutolo uscire dalla cabina, gli corse incontro - Buon giorno capitano.
- Buon giorno Arthur.
Il nostromo era l'unico membro dell'equipaggio a poter chiamare il capitano per nome.Si conoscevano sin dal suo primo comando. Ormai venti anni erano passati. Un piccolo brigantino a palo chiamato Libeccio. Venti uomini di equipaggio, due sottufficiali e lui. Erano gli anni della guerra di corsa. Il Libeccio aveva l'incarico di controllare l'area attorno all'estuario del Tamigi, una zona molto battuta dai corsari, visto il grande numero di vascelli commerciali che trafficava quelle rotte. Una notte, il piccolo brigantino aveva incrociato la rotta di una flottiglia francese. Navi da venti e trenta cannoni da dodici pollici. Il Libeccio era equipaggiato con dodici bocche da fuoco da otto pollici. Impossibile fuggire. Impossibile sopravvivere. Uno scontro epico. L'unica fortuna del Libeccio era la piccola stazza, l'agilità, e un equipaggio ben addestrato. La fortuna di Arthur Hemmet fu la presenza di un marinaio con grande esperienza e nessuna paura nei confronti della autorità, al suo fianco. Joseph McMahan, irlandese dalla nascita, prese in mano le redini della situazione, copri l'inettitudine dei sottufficiali e permise al Libeccio di manovrare esattamente come da desiderio del comandante. Riuscirono ad affondare uno dei vascelli, lottarono con il pugnale tra i denti e, resistettero fino all'arrivo di due vascelli inglesi da 64 cannoni, attirati nella zona dai boati dei colpi di cannone. Da quel giorno, i due uomini di mare furono inseparabili, e la loro amicizia crebbe fino a diventare un legame di sangue.
- Buon giorno Joseph.
Il nostromo sorrise e guardò la cima dell'albero maestro - Ho una sorpresa per voi, questa mattina.
Il capitano alzò lo sguardo in automatico. Sorrise, abbassò lo sguardo e lo rivolse agl'occhi del suo compagno di navigazione - C'è abbrivio?
Il nostromo annuì - Ma stiamo facendo di tutto perché gli spagnoli non se ne accorgano. Abbiamo la prua puntata sulla loro murata di destra e non vorrei mai che fossero pronti a sparare, quando lei darà l'ordine di alzare le vele.
- Ben fatto. Continua così. - disse rimuginando tra se e se - Anzi, - aggiunse - manda un gruppo di uomini a riverniciare le murate. Devono credere che sto tenendo occupati gli uomini per evitare che diventino indisciplinati. Voglio che credano che su questa nave non ci siano molte prospettive favorevoli ad un mutamento del tempo.
- Sarà fatto, capitano.
- Bene. - Arthur si girò verso la nave spagnola - Certo che è una bella nave. Hai visto come è appoppata? Deve essere velocissima.
Il nostromo annuì - Si, un gran bel legno.
- Sarebbe un peccato colarlo a picco.
I due uomini rimasero in silenzio per qualche istante, contemplando le linee filanti del vascello nemico, poi, il capitano disse - Fa in modo che gli uomini siano pronti alla battaglia. Ordinerò al cuoco di non lesinare col pasto di oggi. Voglio che gli uomini combattano con la pancia ben piena.
- Si, signore.
Il capitano si allontanò e prese a discendere il boccaporto che si affacciava sul castello di poppa. Aveva bisogno di quel caffé. Aveva bisogno di parlare con i suoi ufficiali. Finalmente la situazione stava per avere una svolta.

La mensa ufficiali era una stanza di dimensioni discrete. Un robusto tavolo di quercia dominava al centro della stanza. Due panche lo accompagnavano sui fianchi. Un paio di credenze sulla parete in fondo, scortavano, una a destra, una a sinistra, l'ingresso che dava direttamente alle cucine. Sulle pareti di dritta e di sinistra si intravvedevano le aperture per le maniche a vento, sul soffitto, una lampada ad olio per illuminare l'ambiente.
Quando il capitano entrò nel locale, i pochi ufficiali presenti si alzarono immediatamente in segno di saluto. Lui li fece accomodare con un gesto della mano e si diresse verso le cucine. Lì, il cuoco stava controllando il bollitore per il caffé.
- Come siamo messi?
Il cuoco trasalì, non si era accorto dell'ingresso del capitano nella sua cucina - Capitano, si, capitano. - balbettò - Sarebbe che il caffé è appena fatto.
Arthur annuì soddisfatto e subito gli porse la gavetta che aveva preso da una credenza. L'aroma di caffé, non appena il bollitore fu sollevato dal fuoco, si sparse per l'ambiente. Il liquido venne versato al capitano che, subito lo trangugiò senza troppi complimenti - Questa inattività mi rende irrequieto - disse - fortuna che qualcosa sta cambiando.
- Ci sono novità, capitano? - Azzardò il cuoco.
- Si. - annuì - Avvisa il cuoco della ciurma. Voglio che gli uomini siano ben rifocillati, oggi. Forse ci sarà battaglia.
- Aye Sir! - annuì con gioia il cuoco. Anche lui non ne poteva più dell'attesa. Per di più le scorte cominciavano a scarseggiare e presto avrebbe dovuto imporre dei razionamenti anche agli ufficiali di bordo.
- Mi raccomando. Massima discrezione. Non voglio che gli spagnoli se ne accorgano prima del tempo. Non voglio fumo dai camini. Soffrirete un po' ma, non devono accorgersi che qualcosa è cambiato sulla Justice.
- Aye Sir!
- Bene.
Fece per girarsi per tornare nel locale mensa e, subito si accorse che gli ufficiali presenti lo stavano osservando con approvazione. Sorrise - Avete capito bene. Prima di notte ci sarà battaglia. Radunate tutti gli ufficiali. Li voglio nella mia cabina al decimo rintocco.
- Aye Sir!
- Aye Sir!
Gli uomini uscirono di corsa dalla mensa, ognuno diretto verso i propri settori, alla ricerca degli altri membri di comando della nave. Arthur si sedette, da solo, sulla panca. Sorseggiò un altro po' di caffé. Cominciò a disegnare nella sua mente un piano di battaglia. La posizione della flotta. La forza del vento. La posizione del vascello nemico. Le scorte di polvere da sparo. Molti erano i fattori di cui tenere conto. La strategia era fondamentale. In quel momento, per quanto immobile, il vascello spagnolo aveva il vantaggio di mostrare la murata alla prua della Justice. Sedici cannoni da dodici pollici puntati sulla sua nave, pressoché indifesa, se non per i due cannoni in caccia posti sul castelletto di prua. Dovevano assolutamente evitare la prima bordata nemica, sarebbe stata micidiale. Da questo dipendeva il successo dell'operazione.

...continua.

Piaciuto? Spero di si. Ora vi lascio con una piccola segnalazione. Anzi due.