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sabato 29 novembre 2008

Il Segreto di Costanza

Opera prima di Luca Filippi, un lettore di questo blog amante dell'Ucronia. Il racconto che propone su Scheletri (e che potete anche scaricare direttamente da qui) è un bell'esempio di Ucronia all'italiana.

Doppia ambientazione, location siciliana.

Un gruppo di archeologi lavora su un ritrovamento, un sepolcro contenente tre corpi. Due di essi sono conosciuti dalla storia ufficiale mentre il mistero più completo circonda il terzo corpo. Due archeologi lavorano assiduamente a questo terzo misterioso personaggio, Fausto e Antonella. In un passato lontano, invece, Costanza, cortigiana del regno, muta dalla nascita, ha una storia nascosta con il Re. Lei è però testimone di una congiura nei confronti del suo signore ma, non essendo mai stata istruita e non potendo parlare, non è in grado di avvertire il suo amante.

Il racconto è scritto con grande cura dei particolari. Tra le righe traspare la passione dell'autore per gli argomenti trattati. La scrittura è fluida e coinvolgente. Il testo è infastidito solamente da qualche piccolo e... a volte inevitabile, refuso. Una storia che cattura e incuriosisce, che si fa leggere e che, alla fine, per quanto il finale sia quasi inevitabilmente chiaro, fa trattenere il fiato.
Manca solo una cosa... il rapporto tra Fausto e Antonella è mellifluo durante la lettura e, per quanto lasci intuire ciò che sta avvenendo tra loro, viene sempre lasciato ai margini della storia. Un piccolo peccato per un racconto pieno di pregi e che merita di essere letto.




sabato 22 novembre 2008

La ragazza di Vajont

Consigliatomi da Alex, questo libro mi ha proprio lasciato a bocca aperta.

L'ucronia è un genere che ho sempre apprezzato e che mai sono riuscito a sviluppare come volevo. Ci vuole una buona conoscenza del passato, una buona immaginazione, una buona padronanza nel manipolare concetti come politica, storia, fantasia e realtà. Quattro ingredienti che devono essere amalgamati in modo perfetto perché il risultato possa essere credibile.
Un esempio di perfezione (a mio modestissimo parere) di questo genere è Fatherland, di Harris, ma anche 'La Ragazza di Vajont' ne è un esempio pregevolissimo.

Un uomo è devastato da incubi interiori. Ha visioni strane, di un mondo in cui le persone parlano attraverso piccoli telefoni portatili, un mondo dove l'11 settembre è ricordato per l'attentato a due torri di New York, due torri che non sono mai state costruite nella realtà. Perché la realtà del nostro personaggio è ben diversa. L'Italia è oppressa da un regime che esalta la purezza della razza, un regime nato proprio dalle sue parole, qualche decennio dopo la fine del nazismo e che, grazie alla sua capacità di storico e di narratore, hanno attecchito a tal punto da... il mondo non è quello che ci immaginiamo. E' arretrato rispetto a quanto dovremmo pensare del futuro, ma è arretrato perché una guerra ha sconvolto il nostro paese e, da questa guerra sono sorti gli incubi di questo uomo. Incubi che riaffioreranno grazie ad una ragazza, una ragazza che aprirà il cuore a questo uomo... un cuore non suo, ricevuto da un 'nero' dopo due infarti subiti durante la... rivoluzione.

E' un libro intenso che naviga nei meandri di un mondo che non esiste e da cui, in sogno, si vede il 'nostro' mondo. Si viaggia nell'anima di un carnefice, nel corpo di un vecchio malato, nelle ferite di una società che stenta a rinascere. Si cammina tra le macerie di un antico splendore, nella speranza di un futuro splendore. Bellissimo e intenso. Si legge... tutto d'un fiato... si rimane sorpresi, feriti, stupiti, impietositi.

Il libro dona tantissime emozioni e, merita di essere letto. Grazie Alex...




sabato 15 novembre 2008

Cacciatori Notturni e altre storie

Avevo diversi ebook in sospeso e, lentamente, ora che finalmente ho trovato un buon strumento per leggerli comodamente, sto recuperando e accorciando l'elenco dei titoli ancora da leggere.

Cacciatori Notturni e altre storie è una antologia di Fabrizio Vercelli. Raccoglie, come dice anche il titolo, il racconto "Cacciatori Notturni" e altri testi dell'autore. I racconti sono tutti interessanti e, al contrario di quanto può ispirare il titolo, non sono racconti propriamente del terrore.
L'antologia raccoglie storie drammatiche, simpatiche, violente e curiose. Tutte quante hanno finali a sorpresa, forse troppo rapidi e d'impatto, che appaiono all'improvviso mentre ancora uno si sta gustando la narrazione. Devo ammettere che non apprezzo questo genere di finali, preferisco conclusioni più corpose e armoniche con il resto del testo ma... de gustibus non est disputandum.

Rimane comunque una antologia che si legge volentieri e che intrattiene ancora più volentieri. Segnalerei, come racconti più interessanti, "I compromessi di Bob" e "Cento Metri". Molto carini "Non ci siamo mai visti?" e "Un momento di Pace".
Il racconto principale, un chiaro omaggio al gruppo musicale preferito dell'autore, mi è sembrato... corto, frettoloso. La storia è bella ma avrebbe potuto essere più lunga. Ma non fraintendetemi... di solito trovo corte le storie che apprezzo di più, forse per l'inconscio desiderio che non finiscano mai ^_^ Anche "Il Signore degli Anelli" mi sembrò corto...




sabato 8 novembre 2008

Come pescare, cucinare e suonare la Trota

Scoperto qui, il romanzo di cui parlo oggi è una piccola chicca da tenere in considerazione e da leggere assolutamente.

Il titolo è lunghissimo, strano, quasi esilarante ma, rappresenta perfettamente ciò che si troverà tra le sue pagine. Opera di Cristò Chiapperini, il libro è pubblicato dalla Florestano Edizioni (Bari) e, allo stesso tempo, pubblicato in ebook (il download è un po' complesso ma ci si arriva...).

Di cosa si tratta? Francesco è un musicista, suona il piano, e nel romanzo gli viene proposta una grande occasione: la possibilità di suonare in un teatro, il suo primo concerto in pubblico. La storia racconta i preparativi per questo concerto. La sala prove, in un autoparco, i vari incontri tra musicisti e cantante, le liti, le prove, le pause davanti a una birra, nel bar della zona... la storia è ambientata a Bari ed è uno spaccato di vita normale. Nel libro ci sono le paure, le emozioni, i desideri delle persone. C'è anche la musica; musica che viene vissuta attraverso i ricordi e le emozioni. C'è anche un bacio rubato, una trota che nuota tranquilla nel fiume fino a che un pescatore non la inganna smuovendo la terra del fondo e impedendogli di vedere la trappola, l'esca, la canna da pesca.
Il finale è a sorpresa e, anche questo rispecchia le paure e le emozioni della gente comune. Ma, ovviamente, non ve lo svelo.

Lo stile è pulito, semplice e elegante. Sembra quasi di sentire la musica e le emozioni. Si legge velocemente, scorre come un fiume e, leggendo, si ha voglia di andare sempre più avanti, per poter assistere al concerto finale.

Sulla pagina dell'editore il libro si presenta con questa frase:
"La musica non è una trota e nemmeno un pescatore. La musica, la sola che ci rimane è di allevamento. Cresciuta per essere uccisa. Nutrita per essere comprata. Ingrassata per essere consumata. Spinata accuratamente perchè non rimanga in gola"
Non vi incuriosisce?




sabato 1 novembre 2008

Usciti dalla Fossa

Usciti dalla Fossa è un ebook prodotto da Serafini Raffaele (aka gelostellato), di cui ho terminato la lettura da pochi giorni.

Si tratta di una breve antologia che raccoglie racconti horror, racconti più o meno brevi con un finale ad impatto. Tutti quanti, infatti, dipingono situazioni originali che terminano con colpo di scena che, lo ammetto, a volte è un po' brusco e spezza l'immersione nel racconto.

La capacità narrativa di Raffaele è ottima, intrigante e le storie son tutte particolari. Sembrano storie semplici, di vita comune, ma tutte quante nascondono qualcosa che, magari appare sin dalle prime parole, ma che pare sempre "normale" nonostante sia "paranormale".
Così come il demone che appare allo specchio, così come la lettera di addio di un suicida disperato per la sua bruttezza, così come quel topo torturato da un vecchietto solo e con un "progetto" in mente. Tutte storie che catturano ma che si troncano... ahimè, in modo brutale.
Ma forse è la brutalità una caratteristica della 'Fossa', la fossa da cui leggendo si esce, o meglio, si vede uscire cose che sarebbe meglio non "vedere".

Una lettura niente male, davvero, con prefazione di un personaggio eccellente.




sabato 25 ottobre 2008

Medium

Credo che tutti quanti conoscano Giuseppe Genna, il noto autore del discusso Hitler. Immagino anche che alcuni di voi sappiano che questo scrittore affermato abbia voluto avviare un progetto, un libro che non verrà mai pubblicato da un "vero" editore.

Medium è un romanzo che racconta la morte del padre dell'autore, una morte che l'ha improvvisamente immerso in un mondo parallelo e allucinante. Una morte annunciata da un cancro, arrivata in un soffio con un infarto e che, ha sconvolto la sua vita. Una lettera trovata nascosta tra i libri del padre, una ipotetica amante che, all'improvviso stravolge l'immagine che il figlio aveva del padre.
Genna immerge il lettore nella Germania comunista dell'est, in esperienze Esp, in una concezione del Comunismo che trascinde dal presente, dal passato e dal reale. Visioni visionarie, percezione di un futuro terribile, della fine della società, della fine della vita così come Genna l'aveva immaginata prima della morte del padre. Un libro intenso e profondo. Fantascienza, fantapolitica, realtà e fantasia si fondono in queste pagine come un tutt'uno.

Il libro è scritto con grande capacità, pochissimi sono i refusi, giusto due o tre. E' distribuito sia in formato ebook (in formato word o in pdf), sia stampato con Lulu. Il costo del libro "stampato" è di circa 9 euro comprese le spese di spedizione (Attenzione! In quanto autore di Lulu, so per certo che in questi giorni sta facendo dei ritocchi alle tariffe, per cui il prezzo potrebbe essere leggermente diverso da quanto dichiarato in questo post). L'autore assicura che in quella cifra è compreso solo il costo vivo della realizzazione.

Questo libro mi ha conquistato sin dalla prima pagina e merita di essere letto. La storia non è mai banale, introspettiva, fantasiosa e fantastica. Le ambientazioni sono... così verosimili e vere... Sul sito dedicato al progetto potrete trovare tutte le informazioni, a partire dalla caratterizzazione dei personaggi, la colonna sonora che ha accompagnato la sua stesura e, molto, molto altro.

Ve lo consiglio...




sabato 18 ottobre 2008

Le Vergini Suicide

Credo che prima di questo libro, solo il Giovane Holden mi immerse nel mondo giovanile in modo così profondo e completo (beh... tra i titoli di questo genere ci sarebbe anche Noi, ragazzi dello zoo di Berlino... ma è ancora in lista d'attesa e non l'ho letto, ho visto solo il film).

Le Vergini Suicide parla di una famiglia. Una famiglia in cui vivono cinque ragazze, sorelle gemelle (o quasi) e bellissime. A narrare la storia è un gruppo di ragazzi che abita nelle case vicine alla loro. Ragazzi adolescenti, innamorati segretamente delle ragazze e, affascinati dalla strana vita a cui sono costrette da una madre apprensiva e costantemente preoccupata.
Se fisicamente le ragazze appaiono molto simili (in realtà di differenze ne hanno parecchie, ma solo "gli innamorati" riescono a carpirle), possiedono caratteri molto differenti. Una è instabile, irrequieta e scontenta della propria vita (Lux). Un'altra è chiusa in se stessa, si veste sempre con un abito da sposa, è... stanca, per certi versi, della vita (Cecilia). Le altre tre sembrano normali, ma comunque molto attaccate alle due sorelle più strane. Il libro parte dal suicidio di Cecilia, prosegue attraverso le storie amorose di Lux, la chiusura della famiglia, la sempre più estrema separazione dal mondo reale e la casa prigione in cui tutti vivono. Racconta il dramma di queste ragazze, sempre osservate da lontano, legate ad un destino inscindibile e terribile.
Un libro intenso che può rappresentare la solitudine che può essere nascosta nel cuore di un adolescente. Per quanto questi facciano gruppo, organizzino feste, cerchino di superare il disagio e... l'incapacità, le paure, le costrizioni che porteranno a superare le barriere che conducono alla vita adulta... Gli adolescenti vivono spesso e volentieri delle frustrazioni che non sorgono mai in superficie e, il libro permette di percepirle, ma non di viverle, perché la storia delle sorelle è osservata dall'esterno, spiata, assaporata, annusata.




sabato 4 ottobre 2008

La Macchina del Tempo

Quando leggo un classico della fantascienza mi appare subito chiaro il perché, oggi, la fantascienza non abbia più il successo di un tempo. I grandi classici, oltre a raccontare una avventura futuristica, possiedono sempre qualche cosa in più. Un quid che pretende di immaginare il futuro dell'uomo, della sua società e del suo modo di vivere nel futuro. Si tratta, difatti, di veri e propri trattati sociologici in cui lo scrittore prova ad immaginare dove potrebbero condurre le gesta umane dell'oggi. Una caratteristica che oggi si è persa, se non nella totalità, per lo meno nella maggioranza dei romanzi di fantascienza. Si è smesso di immaginare il futuro e si è incominciato a descriverlo come fosse una semplice trasposizione futuristica del mondo di oggi. Ciò, forse, se all'inizio ha attirato accoliti che normalmente non avevano affinità con la fantascienza, a lungo andare ha stancato e ha spinto tutti quanti ad allontanarsi dal genere... ma forse dovrei parlare del libro...

H.G. Wells è un vero maestro in questo e, la macchina del tempo è un piccolo esempio di quanto ho spiegato poco sopra. In questo romanzo il personaggio principale è un uomo che riesce a costruire una macchina in grado di viaggiare attraverso il tempo così come normalmente noi siamo in grado di viaggiare nello spazio fisico. Il suo primo viaggio è nel futuro, un futuro molto remoto in cui la società umana si è evoluta a tal punto da essere irriconoscibile. Il mondo del futuro (n.d.r. è l'anno 802.701) è abitato da due specie, una che vive sulla superficie, molto simile all'uomo ma con un comportamento simile a quello di bambini molto piccoli, l'altra sotterranea, predatrice e... beh, non voglio svelarvi troppo (qui trovate qualche info in più sul libro, ma attenti agli SPOILER).

Per quanto il libro sia ormai vecchiotto (è stato pubblicato per la prima volta nel 1895) ancora oggi affronta delle tematiche attuali. La società odierna non è molto differente da quella del primo novecento e, tutt'altro, sembra muoversi proprio nella direzione ipotizzata da Wells. In un futuro remoto la separazione tra ricchi e poveri potrebbe diventare molto più che un semplice fenomeno sociale... potrebbe essere causa di mutazione biologica sino a dividere la specie Homo Sapiens in due specie distinte con differenti caratteristiche anatomiche, comportamentali e... accidenti, stavo nuovamente cadendo nello SPOILER.
Il romanzo è pieno di tensione e di meraviglia. E' moderno nonostante il secolo abbondante di vita che possiede e la narrazione non è mai noiosa. Lo consiglio a tutti coloro che vogliono esplorare i classici della fantascienza. Lo consiglio a tutti coloro che, riguardo ai viaggi nel tempo, hanno sempre affrontato il tema in modo moderno, ricco di effetti speciali, azione e... poca riflessione.




sabato 27 settembre 2008

Nevicata

L'Europa viene improvvisamente colpita da delle nevicate fuori stagione. I bambini escono a giocare felici, gli adulti bestemmiano mentre si barcamenano nel traffico per raggiungere comunque l'ufficio, i "Giugliacci" dell'occasione si grattano le meningi in cerca di una spiegazione valida ma... nessuno si accorge che qualcosa sta cambiando nelle persone. Un improvviso aumento dell'aggressività tra i cittadini milanesi, parigini, viennesi... in tutta Europa aumentano le risse e, soprattutto, aumentano le risse col morto...
Ben presto ci si rende conto che qualcosa di strano sta succedendo. Le città diventano veri e propri campi di battaglia e le autorità non riescono ad arginare questa strana esplosione di violenza.
Si pensa inizialmente a degli attacchi terroristici su vasta scala, un nuovo agente patogeno, forse un virus, capace di rimuovere i normali freni inibitori presenti in tutti quanti noi... ma le soluzioni sono ben lontane dall'essere trovate. Gli americani si offrono volentieri di aiutare la vecchia Europa. In particolare sono interessati a Milano, città ormai priva di controllo in cui vive... uno scienziato...

Non vi voglio svelare altro. La tensione in questa storia comincia quasi subito. Il mistero è racchiuso nelle mani di pochi personaggi che si troveranno coinvolti in un qualcosa di estremamente grosso e che, loro malgrado, cercheranno di dipanare ogni bandolo della matassa. Una avventura da brivido, e non solo per colpa della neve. Una fuga forsennata e, allo stesso tempo, una caccia all'uomo forsennata. Una storia carica di adrenalina...

Ma...

Il ritmo è spesso spezzato da refusi e piccoli errorucci. Questo racconto soffre molto di un editing (forse) affrettato. A volte mancano proprio delle parole. Si intende perfettamente il senso della frase ma ciò spezza gravemente la lettura... tanto da far perdere l'immersione nel meraviglioso mondo terribile inventato dall'autore. C'è però da dire che l'ebook nelle mie mani era una versione Beta di Nevicata, so per certo che è in lavorazione una versione 2.0 riveduta e corretta.

Per cui...

Passerei volentieri a dire ciò che manca nel racconto... un racconto che vive benissimo e tiene in tensione il lettore sin dalle prime pagine ma, manca qualcosa. Okey, sto esagerando. Non manca niente ma, mi sarebbe piaciuto "sapere" cosa nascondeva l'altra faccia della medaglia. Spesso e volentieri, visto che il lettore è a conoscenza di informazioni non accessibili ai personaggi del racconto, mi son trovato a chiedermi, mentre leggevo, cosa stavano facendo "i cattivi" mentre i buoni cercavano di salvarsi la pelle.
Lo so, lo so... pretendo troppo. Narrare i due piani opposti della storia avrebbe creato un romanzo con almeno il doppio delle pagine. Ma perché no? C'è così tanta carne al fuoco in questa storia che... ah, ho capito! Mi devo aspettare un seguito, un prequel, una visione della stessa storia con gli occhi dei cattivi... Alex ne sa sempre una più del diavolo!

A parte gli scherzi e le mie ultime righe allucinate, Nevicata è una bella storia, da leggere e tenere sempre in considerazione. Mai superficiale, mai banale, con un finale con la "A" maiuscola, un vero finAle.

Nevicata lo trovate qui, mentre l'autore, Alex, lo trovate qui... ma non disturbatelo la sera tardi, che è impegnato a scrivere!



sabato 20 settembre 2008

E vissero felici e lontani

Questo piccolo manuale d'amore mi ha incuriosito sin dal primo istante (...lo ammetto, per via di un personale 'affair'...). Il titolo, la buffa copertina, i nomi che lo hanno scritto... insomma l'ho preso e l'ho subito letto...

E vissero felici e lontani è un libricino che vuole spiegare il perché convenga avere una relazione a distanza piuttosto che un classico rapporto "cittadino".
E pubblicato da Perrone e i due autori sono personalmente testimoni di quanto scritto tra le sue pagine. Si tratta di un libricino pieno di risposte che si presenta al lettore con una doppia visione del rapporto: quella di lei e quella di lui.
Proprio così. Ogni argomento non è affrontato a due mani bensì viene affrontato separatamente da lui e da lei. Si parla di sesso, di parenti, di litigi e di momenti romantici, di cellulari... si perché il cellulare diventa una estensione del proprio corpo, l'unico sistema per rimanere in contatto anche quando si è distanti... Si parla anche di vita privata, di quella vissuta singolarmente, di quella vissuta in coppia, e di tutti gli ingredienti che normalmente riempono il rapporto tra due persone.

Insomma, per dirla chiaramente, sia lui che lei preferiscono il F.A.D. (n.d.r. Fidanzamento A Distanza) piuttosto che il rapporto di coppia classico dove si vive a meno di 50 chilometri di distanza l'un l'altro.
Attenzione però... la distanza deve essere tale da non permettere improvvisate, altrimenti la regola non funziona... difatti, i due autori vivono a 600 km di distanza, lui a Torino, lei a Roma.

Il contenuto non ve lo svelo. Ammetto però che in esso ho trovato molte ovvietà... niente che non si possa dedurre da soli e che, magari, non si sia fantasticato di poter "avere" nel proprio rapporto di coppia. Non è certo una Perla... ma a suo modo il libricino è esilarante, simpatico, ed è curioso proprio per il fatto che mostra entrambi i lati della medaglia.

La ciliegina sulla torta arriva nell'ultimo capitolo, che si intitola: Amore, abiteremo finalmente insieme!

Esiste anche un sito dedicato al libro: http://www.evisserofelicielontani.net




sabato 13 settembre 2008

Tropa de Elite

Probabilmente avrete visto le locandine in tutti i cinema. Tropa de Elite è stato un film denuncia sulla corruzione della Polizia di Rio de Janerio, un film sulla storia del Bope, la squadra speciale in corpo alla Polizia di Rio, un film che ha vinto l'Orso d'oro al festival del cinema di Berlino.

Tropa de Elite è però (e innanzi tutto) un libro. In questo libro si parla di lotta alla criminalità, una lotta estrema effettuata da un corpo di polizia estremo. Il BOPE è il non plus ultra dei corpi di polizia Brasiliani. Per entrarci bisogna superare una selezione durissima, superare prove che una persona normale non potrebbe neppure immaginare e, soprattutto, superare tutte le proprie paure.
Nel BOPE entrano gli uomini migliori, quelli più fieri e gli integerrimi. Nel codice del BOPE c'è l'onestà più assoluta. Nessun uomo del BOPE è corrotto... al contrario di quanto accade nella polizia normale.

Il libro è diviso in due parti. Nella prima, che è più movimentata e avvincente, vengono raccontate le testimonianze di un membro del BOPE, un ufficiale. In questa parte si impara a conoscere gli uomini che militano nel BOPE, il loro modo di pensare, di agire e si essere.
Nella seconda parte, invece, si esce dall'azione e si entra nella politica... E si scopre che, per quanto il BOPE sia "onesto", le sue mosse sono manipolate da uomini di potere con le mani in pasta un po' ovunque. In pratica, se il BOPE sgomina una banda di narcotrafficanti, è solo perché quella banda ha dato fastidio ad un altro gruppo, che paga un politico, che paga un dirigente della polizia, che paga un alto ufficiale, che da l'incarico al BOPE di agire...

Politica, mafia, corruzione, violenza... questo è il contenuto di questo libro. Un libro che non è un romanzo, è una testimonianza, è la realtà, è vita vera... ma che sembra proprio un romanzo, un film d'azione, una fiction.
Un libro che intrattiene, ma che fa riflettere.




sabato 30 agosto 2008

Propensione per le Tempeste

Sinceramente, non ricordo come sono venuto a sapere di questo ebook. Lo avevo nella mia piccola biblioteca virtuale già da parecchio tempo e, finalmente, questa estate sono riuscito a leggerlo con calma.

Si tratta di 'Un Ebook' con le lettere maiuscole. L'abilità dell'autore di giocare con le parole, di giostrarsi nella lingua italiana in modo tale da creare un abile narrazione mai scontata, è tale da farmi pensare che io dovrei darmi all'ippica. Se in Italia sono presenti persone in grado di scrivere come lui che sono costrette a pubblicare con Lulu, allora, io... quali speranze posso avere?
Già... perché questo ebook è veramente uno spettacolo letterario. Un gioco lessicale, un gioco grammaticale, un esercizio di stile, un progetto che si arrampica per le vette più alte della nostra lingua e che rimane comunque umile e immediato.
Cinque racconti. Cinque racconti che catturano per quanto scritti con abilità e, per le storie che narrano. Storie mai banali e allo stesso tempo semplici.
Propensione per le tempeste è la storia di una donna che ha perso il marito e che passa le giornate su una panchina a leggere i libri che lui aveva raccolto nella sua vita. E' la storia di un 'Pastore' in fin di vita che viene allontanato dai suoi simili che pascolano nel giardino dei sogni realizzati. E' la storia di un professore che fugge con grazia e arguzia dai suoi inseguitori. Questi sono tre dei cinque racconti racchiusi in questo ebook...

Da gustare...


Il mio Sito / Il mio Tumblog

sabato 23 agosto 2008

Pan

Pan, di Dimitri Francesco, è un libro che mi ha veramente sorpreso. Nel romanzo si vede una Roma stanca e oppressa dalle regole. Una famiglia spezzata dal dolore. Il padre malato di alzheimer, una figlia che fa la prestigiatrice per guadagnarsi da vivere, un figlio maggiore che studia antropologia ma si fa "sottomettere" dalle idee dal professore che cura la sua tesi, un altro fratello, più giovane, timido e incapace di costruire una relazione con le donne, la madre affranta e impegnata a curare il proprio marito, ormai morente.
Una famiglia, quella dei Cavaterra, che mai si potrebbe immaginare sia così profondamente legata ad una vicenda che oltrepassa il mondo materiale.
E' l'arrivo di un Fauno, Pan, che verrà chiamato poi Peter, a sconvolgere e a cambiare il punto di vista di tutti i membri di questa famiglia. Il ritorno di Pan, l'improvvisa ricomparsa di Uncino, la scoperta che ogni membro dei Cavaterra è dotato di poteri inimmaginabili. L'avvicinarsi dell'Incanto e del Sogno al mondo della Carne... forse è giunto veramente il momento in cui Capitan Uncino e Peter Pan abbiano il loro scontro finale, ma non saranno soli in questo scontro. E la Roma odierna sarà lo sfondo di questo scontro, che coinvolgerà anche le persone normali, i bambini e gli adulti, e che lascerà un segno profondo nel cuore della città eterna.

Il libro esordisce in modo confuso. Il lettore è costretto a navigare attraverso vicende che difficilmente si riescono a collegare e ad amalgamare. Col proseguo della lettura tutto comincia a prendere forma, e mano a mano che i personaggi della storia cominciano a capire cosa sta accadendo, anche il testimone lettore acquisisce coscienza. E' un crescendo continuo di intensità. Se all'inizio è difficile rimanere affezionati al testo, mano a mano che si prosegue, è la curiosità a costringere il voltare della pagina. Prima la curiosità, poi le vicende, che si fanno sempre più interessanti e violente. Un crescendo continuo, lo ripeto, che cattura e non molla più.

E' una favola? una storia violenta? un horror? un fantasy? Come si fa a rispondere a queste domande? E' impossibile perché questo libro racchiude un po' di tutto e amalgama una realtà truce con un sogno violento e la fantasia crudele dei bambini.

Cosa aggiungere ancora?

Chi alla meraviglia chiude gli occhi, di morte sente tredici rintocchi!



sabato 16 agosto 2008

Imperium

Romanzo di Robert Harris ambientato nella antica Roma. "Imperium" descrive il passaggio dalla Roma democratica alla Roma Imperiale. Entrando nei panni di Tirone, lo schiavo/assistente di Marco Tullio Cicerone, il lettore entra nella cerchia dei potenti, tra le fila del senato romano e ne può ammirare le macchinazioni e i giochi di potere che normalmente sarebbero distanti agli occhi del comune cittadino romano.
Nel romanzo appaiono i più grandi personaggi della storia di Roma, tra cui anche Giulio Cesare, ancora giovane e lontano dal futuro che lo attende, ma che già sta lavorando per arrivare dove tutti noi già sappiamo.

Il romanzo è definito "gripping", "captivating", "marvelous", "accomplished", "faschinating" e "engrossing" da alcune testate americane. Sinceramente, per quanto i giochi di potere siano piuttosto sotterranei e stuzzicanti, non potrei proprio definirlo con quei termini... di sicuro non è sempre "gripping". In certi punti è, ahimé, noioso. Bisogna lottare tra le pagine per giungere dove i complotti si fanno più interessanti e accattivanti. Una sorta di altalena, quindi. Su e giù. Momenti grandiosi a tal punto da non voler più abbandonare quelle pagine e, momenti di quiete in cui ti chiedi cosa accadrà più avanti.
Insomma, il libro è sicuramente affascinante... ma non prende di sicuro a tal punto da dire "gripping". Del resto, non si può mantenere la tensione sempre al massimo. Si tratta di un romanzo storico e, di conseguenza, quando non accadono fatti accattivanti, non è che si possa inventare, vero?



sabato 9 agosto 2008

L'Altalena

Si tratta di una antologia curata da Alessio Valsecchi e prodotta da XII. Raccoglie molti racconti horror, alcuni brevi, alcuni lunghi, molto diversi tra loro per stile ed efficacia.
Il desiderio di chiamare questa raccolta con il nome del gioco preferito d'infanzia della "nostra" generazione, deriva proprio dall'aspetto terrificante che avevano le altalene dei nostri tempi, di ferro, sostenute da catene arrugginite, rumorose e gracchianti, con un sedile di legno consunto. Quasi che questi giochi per bambini fossero in realtà strumenti di tortura infernale... e chi non si è fatto male, almeno una volta, dondolandosi su uno di questi strumenti?

Ma torniamo alla antologia. Tra i vari racconti trovatti all'interno, ne ho evidenziati tre veramente belli. Originali e accattivanti, curiosi, intensi.

"L'Eletta", di Andrea Franco, che racconta le sensazioni, i timori, il desiderio di una ragazza che ambisce a sostituire la sua Signora, e per fare ciò, deve darle piacere come nessun'altra è in grado di fare. Intenso e, in certi momenti, quasi fuorviante... già, perché il finale è quasi scontato ma ad un certo punto del racconto i dubbi di aver commesso un errore di valutazione sorgono obbligatoriamente.

Il secondo è "Lei", di Chiara Fazzi. Un racconto che parla di un libro, un libro che nasconde la storia di un amore e che consuma... consuma anche il lettore. Non svelo nulla di più.

Infine, ultimo ma solo secondo l'ordine in cui appaiono nell'antologia, è "Il Sottoscala", di Alessio Valsecchi. Il racconto è quasi un classico. Uno scrittore di successo che ha 'il blocco' si rifugia nel suo luogo segreto per riordinare le idee. Un giorno bussa alla porta un fan, lo accoglie e gli mostra il sottoscala... non dirò cosa succede perché il racconto è veramente intenso e pieno di sentimenti contrastanti. Veramente bello, questo racconto.

Nelle antologie funziona sempre così, non si trovano solo testi che si avvicinano ai propri gusti, ma non posso esimermi da esprimere un giudizio anche sugli altri racconti. Molti di questi hanno idee interessanti ma magari mancano di qualcosa. Molti terminano troppo in fretta, bruscamente, forse per desiderio di voler colpire il lettore ma, a me, hanno lasciato un pochino di amaro in bocca. Altri non sono riusciti a lasciare un messaggio... ma lo ammetto, è una questione di gusti e, magari, ciò che a me non è piaciuto, ad altri lettori piacerà e... ovviamente, viceversa.

Una piccola nota sul libro. E' un pochino delicato, specie nella rilegatura... di solito sono molto bravino con i libri ma, questo, avendolo letto al parco, mi è capitato di maltrattarlo un poco e... beh, ha sofferto più di altri che ho maltrattato in passato, nello stesso parco.

Se siete curiosi di leggere questa antologia, vi basta cliccare qui.



sabato 2 agosto 2008

World War Z

Non è che io legga tutti i giorni libri che parlano di zombie ma, questo è forse un libro che potrebbe piacere a tutti quanti.

Max Brooks, con "WWZ" ha scritto forse il più bel libro di zombie che potrei mai immaginare. Non si tratta della solita storia con i non-morti che vanno in giro per la città a mangiare i vivi.
Si tratta di un reportage, una serie di interviste fatte diversi anni dopo al termine della guerra contro gli Zombie. Interviste a uomini che hanno combattuto sul campo, a persone che sono sopravvissute nascondendosi negl'angoli più remoti del pianeta, ad astronauti rimasti bloccati sulla ISS, a sub incaricati di ripristinare le comunicazioni tra i continenti, a politici, militari, veterani e sociologhi.
Una serie di interviste una più interessante dell'altra. Scritte così bene da far credere che la guerra contro gli zombie ci sia stata veramente. Interviste a cinesi, russi, israeliani, americani, tedeschi, inglesi... tutto il mondo è coinvolto. Ogni intervento è diverso dal precedente. Tutte molto umane e diverse per carattere dei personaggi.

Personalmente, sono rimasto particolarmente colpito da due interviste:
  • Quella all'unico superstite degli astronauti rimasti intrappolati sulla ISS per oltre 3 anni. Costretti ad assistere alla devastazione osservando dall'alto tutti gli eventi della guerra, costretti a razionare le proprie riserve di cibo e, consapevoli che una esposizione così lunga ai raggi cosmici, alla bassa gravità, ad una vita chiusa dentro la stazione spaziale, sarebbe stata comunque fatale per loro... senza contare il costante dubbio di non venire mai più recuperati nel caso la guerra fosse finita con la vittoria degli zombie.
  • Quella del ragazzino giapponese. Talmente abituato a vivere in rete da non rendersi neppure conto che la sua famiglia era sparita dall'appartamento in cui viveva. Incapace di rendersi conto del pericolo. Divertendosi a violare i siti militari per scoprire informazioni sugli zombie e migliorare il proprio status come hacker. Incredibile la sua reazione quando la fornitura elettrica si è interrotta. Quando è stato buttato fuori dal cyberspazio e si è accorto, suo malgrado, di avere gli zombi alla porta del suo appartamento...
Un libro veramente unico nel suo genere. Inquietante e intenso. Da leggere.



sabato 26 luglio 2008

Bay City

"Blade Runner" e "Il Neuromante" sono solo due titoli a cui si ispira quest'opera d'esordio di Morgan. Fosse stato un italiano, avrei aggiunto anche "Nathan Never" all'elenco delle storie 'Hard Boiled' che hanno costituito le fondamenta di questo libro di fantascienza.
"Bay City" è ambientato nel futuro, in un futuro molto lontano. L'uomo occupa ormai diversi sistemi solari, la sua tecnologia ha sconfitto la morte e camminando per le strade delle varie città umane non è difficile incontrare i 'Mat', una espressione gergale che si ricollega a 'Matusalemme' e che viene affibbiata a coloro che hanno superato diversi secoli di età. Questa tecnologia è legata alla capacità di memorizzare la "coscienza" di una persona e riversarla in un altro corpo. Corpo che può essere biologico o sintetico a seconda dei soldi che una persona possiede.
La storia è, penso io, un poliziesco alla Ellroy. La solita trama contorta che attraversa una polizia corrotta, una civiltà ormai schiava dei soldi e priva di morale, lo sfizio di un 'Mat' che, suicidatosi, e conseguentemente rinato in una nuova custodia, vuole sapere il perché di quel gesto estremo.
Ad investigare su questo "strano caso", è un ex militare. Il caso attraverserà la prostituzione, il mercato dei corpi, la mafia, la polizia e i vizi dei 'Mat'. Caso che però andrà a colpire anche l'intimità dell'ex militare e che risveglierà nella sua coscienza antichi ricordi di una guerra insensata voluta proprio dal desiderio di potere della Mafia e dei 'Mat' (che poi, in molti casi, sono la stessa cosa).
Una storia di difficile interpretazione e che fornisce false piste al lettore, costringendolo a rimanere sempre un passo indietro rispetto all'investigatore. Non è l'indagine a farla da padrone in questo libro. E' la città di "Bay City" a dominare tutto ciò che accade.

Di questo libro, ciò che ho apprezzato moltissimo, è l'ambientazione futuristica. L'immagine di una società umana ultra-tecnologica ma ancora dominata dalle passioni che oggi guidano le azioni di tutti noi. Non è quindi un romanzo di Asimov, che vede anche una evoluzione culturale dell'uomo nei suoi romanzi. E' un romanzo corrotto e grigio. E' un romanzo crudele nel rappresentare l'uomo e, crudele nel mostrarne il suo lato più sporco. Questo è ciò che mi è piaciuto. Quanto alla trama... beh... non offre molto di nuovo. Il solito poliziesco intricato. E' comunque una lettura interessante e coinvolgente. Insomma, da leggere sotto l'ombrellone.



sabato 19 luglio 2008

Sulle Ali della Tenerezza

"Sulle Ali della Tenerezza", di Massimo Rugolo, non è sicuramente il solito romanzo. Anzi, direi proprio che non si tratta di un romanzo, bensì di una guida spirituale o di un manuale di vita.
Massimo, il cui curriculum sorprende per la varietà delle attività in cui ha avuto successo, vuole comunicare ai suoi lettori ciò in cui crede. Molte sono le "lezioni", anche se tutte si ricollegano alle acque, alla forza del mare, alla sua capacità di purificare e di essere sempre e comunque energica.
Amare, credere, essere decisi. Andare sempre avanti e affrontare le difficoltà. Essere capaci di prendere decisioni difficili. Essere caparbi... ma sempre e soprattutto amare. Amare ciò che si fa, amare se stessi, amare il prossimo.
Ecco il segreto per rimanere sempre a galla. Lo spirito che alberga in noi vola su ali che vengono soffiate in alto dalla tenerezza ma, che noi dobbiamo battere con energia, se vogliamo che questo soffio ci sostenga.
Un manuale, quindi, che non si allontana ai concetti del Divino ma li materializza nei nostri pensieri e nelle nostre azioni.

"Sulle Ali della Tenerezza" è un libro breve ma intenso. Un libro che fa riflettere e che, a mio parere, non dovrebbe essere letto tutto d'un fiato ma... a piccoli sorsi. Dovrebbe essere un compagno di viaggio, da consultare nel momento del bisogno.
E' ben scritto, curato e accompagnato da illustrazioni di pregio. Immagini importanti che danno l'idea di ciò che il libro vuole trasmettere.
Leggendolo, ho capito perché Max ha voluto avvicinare la pittura alla scrittura. Leggendolo ho trovato la forza di prendere delle decisioni difficili e di non rimanere intrappolato nel limbo.
Forse non è la solita lettura che presento su questo blog. Ma è una lettura che può essere interessante da leggere.



sabato 12 luglio 2008

Belle Anime Porche

Sono stato attratto da questo romanzo subito dopo aver visto una intervista di Francesca Ferrando su MTV.
"Belle anime porche" è un libro che lascia il segno. Un romanzo erotico... ho letto da qualche parte... ma secondo me è tutt'altro. E' vero che il sesso governa dalla prima pagina all'ultima ma, nelle pagine di questo libro c'è molto di più.
C'è voglia di ribellione, voglia di fuggire, voglia di libertà. Il desiderio principe è quello di essere padroni di se stessi e non governati dalla società, dalla famiglia, dalla religione e... da qualunque altra cosa a cui possiate pensare.
Terry, la protagonista di questa storia, è nata ai margini della società ed è stata allevata allo stato brado. Poche regole ha conosciuto nella sua vita e, la prima tra tutte è quella che, se non lotti per te stessa, allora non ha senso neppure vivere.
Terry fugge da casa. Spera in una vita migliore ma si accontenterebbe di una vita diversa. E' una "sbandata", costretta alla vita di strada e sottomessa a tutte le brutture che essa nasconde. Violenza, droga, miseria, umiliazioni di ogni tipo. Terry si lascia trascinare in una serie di eventi che diventeranno significativi per la sua "formazione". Scoprirà che le anime buone si possono nascondere anche nei volti più insospettabili. Verrà tradita più volte. Tradirà più volte. Si sballerà. Farà sesso con gli sconosciuti. Verrà coinvolta nel giro della prostituzione e finirà pure in carcere.

Non si tratta di un romanzo. Si tratta di un diario, di un percorso di vita, di un manuale per conoscereve veramente ciò che si nasconde là fuori.

Leggendolo ci si sorprende. Ci sono errori nel testo. Nomi propri scritti in minuscolo (persino Dio... è scritto in minuscolo), qualche congiuntivo che meraviglia... qualche refuso. All'inizio mi ero sorpreso di un editing di questo genere da parte di Kowalski ma, poi ho realizzato che così doveva essere. Un diario scritto da una ragazzina emarginata non poteva essere perfetto e, quei piccoli errori, sono perfetti nel sottolineare il personaggio di Terry. Danno vita ad un personaggio nascosto del libro, il diario della ragazza. Suo compagno di viaggio inseparabile.
Il libro è scritto con un linguaggio giovane, sono tantissime le citazioni alla musica di Vasco, tantissime le espressioni gergali dei giovani. Un libro splendido, che consiglio a tutti.


PS.
Ho letto il libro tutto d'un fiato, giovedì. Ero a casa, con lo stomaco in subbuglio a causa dell'ennesima aria condizionata. Mal di testa, numerosissime sedute sul "trono bianco", febbre a 38. Questo è il motivo delle mie assenze in rete... specie su tutti i vostri blog.



mercoledì 4 giugno 2008

L'Eremita

Ho trovato questo libro per caso in una libreria di Bologna che ho contattato qualche giorno fa per questioni legate al mio 31 Ottobre.
Quando la proprietaria della libreria mi ha parlato di questo libro, beh... non me lo sono potuto lasciar scappare.

Già! Perché il buon Luca è un membro delle 'Penne alla Bolognese' e, il libro di cui sto per fare la recensione, è una sua opera giovanile... basti pensare che il prezzo indicato sul retro di copertina è ancora espresso in lire.

Il libro narra le vicende di un giovane archeologo che viene incaricato dal suo mentore di andare in un monastero spagnolo, per investigare sul ritrovamento di un particolare crocefisso e, di conseguenza, sulla immediatamente successiva scomparsa di un frate del monastero.
Il giovane archeologo, titubante e poco credente in Dio, si chiede il motivo per cui il proprio mentore abbia scelto lui per la missione, ma accetta comunque di partire. Il viaggio, pensa lui, gli servirà per fare piazza pulita dei pensieri, delle preoccupazioni e dei dolori che alcuni eventi recenti della sua vita gli hanno provocato.
Viaggio che suo malgrado diventerà una vera e propria odissea, sia spirituale, sia di carattere avventuroso.
Ma non voglio svelare oltre perché il libro è veramente breve e, questa introduzione potrebbe trasformarsi in un vero e proprio 'spoiler'.

Il racconto denota sicuramente la gioventù dell'autore al momento in cui fu scritto. La narrazione ricorda più un diario, piuttosto che un romanzo. Ciò aiuta ad apprezzare i momenti spirituali che si incontrano nella narrazione ma, allo stesso tempo, mostra alcune ingenuità di scrittura che caratterizzano le prime opere degli autori esordienti (me compreso). Si notano alcune indecisioni sulla punteggiatura e sulla sintassi, un paio di refusi qua e là. Poco altro. Nel complesso è una lettura piacevole che si fa perdonare gli errori di gioventù e che cattura lo spirito di chi legge. E' uno scritto che contiene pensieri profondi e possibili "leggi di vita". Tra le righe si percepisce la stanchezza da parte dell'autore per la vita frenetica e superficiale a cui tutti quanti siamo sottoposti.

Credo sia il libro di esordio di Luca Carulli. Se siete curiosi, lo trovate qui.


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